Nea Polis

QUAL È IL VERO FALLIMENTO DELLA GRECIA

Theodorakis

Theodorakis

Dalla Grecia (ossia: dalla gestione [governo] dello Stato greco da parte di Tsipras & Co.) si dice: “pagheremo tutto insieme”, ossia “ora no, dopo sí” – bello: pare il cartello affisso sempre dietro la scrivania di Paperon de’ Paperoni rispetto a pagamenti e prestiti: «oggi no, domani sí».

E sotto con le elucubrazioni sul possibile default della Grecia (ripeto ancora: perché mai usare questo termine? È piú dotto? O piú terrifico? Oppure? Ma no, è solo uno dei tanti segni dell’abietto servilismo dei giornalai, che si manifesta già sul piano linguistico. In italiano è: fallimento) e sul possibile grexit (altro termine-papocchio, ossia dei giornalai. Sarebbe l’«uscita della Grecia» dall’euro, e, a ricaduta probabile, dall’Ue).

Pagherà o non pagherà? Resterà o non resterà? “Sí, forse, no” … Sullo stile di quel gioco da bambine, fatto sfogliando i petali della margherita: “m’ama, non m’ama”, “quest’anno, un altr’anno, o mai” … E la destra di «Nea Democratia» (mai denominazione fu usata orwellianamente: in senso opposto) si fa sentire, affermando “Tsipras non si è impegnato a tornare alla dracma, riprendiamo la via maestra” (sí, quella di strizzare il popolo ancor piú di un limone). Non so che cosa blateri il Pasok (questo ibrido fra il peggio-Psi e il [presente] peggio-Pd), ma non è molto importante.

Intanto i «mercati» (nome falso per occultare il grande capitale speculativo transnazionale), che, com’è (o meglio, come dovrebbe essere) noto, basta voli una mosca, si senta una chiacchiera …, vanno su è giù, in costante fibrillazione. E da noi il tetro e tristo Padoan assicura che “all’Italia non succederà niente di rilevante”, e la banda di Renzi & Co. dichiara che “tutto andrà per il meglio, per la Grecia, per l’Italia, per l’Ue, per tutto” …

MM

Riporto brani della Lettera aperta dell’anziano Mikis Theodorakis – è del 2012, ma resta del tutto attuale:

[c’è] un complotto internazionale che ha l’obiettivo di cancellare il mio paese. È iniziato nel 1975, opponendosi alla civiltà neo-greca, è continuato con la distorsione sistematica della nostra storia contemporanea e della nostra identità culturale, e adesso sta cercando di cancellarci anche materialmente, con la mancanza di lavoro, la fame e la miseria.

[…Il] pericolo della sparizione della Grecia è reale. Io lo colloco entro i prossimi dieci anni. Di noi, resterà solo la memoria della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà. […] Le grandi ferite della nostra economia erano la spesa esagerata per la difesa del paese e la corruzione di […] politici e […] giornalisti. Per queste due ferite, però, erano corresponsabili […] paesi stranieri, come la Germania, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, che guadagnavano miliardi di euro da noi con la vendita annuale di materiale bellico. Questa emorragia continua ci metteva in ginocchio e non ci permetteva di crescere, mentre offriva grandi ricchezze ai paesi stranieri. Lo stesso succedeva con [… la] corruzione. [… Queste] due ferite potevano essere evitate, se i due partiti al potere (filo-americani) non avessero raccolto tra le loro fila elementi corrotti, i quali, per coprire l’emorragia di ricchezze (prodotte dal lavoro del popolo greco) verso le casse di paesi stranieri, hanno sottoscritto prestiti esagerati, con il risultato che il debito pubblico è aumentato [… E] le forze straniere […] guadagnavano il doppio. [… Dal 2010] se i gradini che portano alla nostra morte sono venti, siamo già scesi piú della metà. [… Sono stati offerti] la nostra integrità nazionale e i nostri beni pubblici, cioè porti, aeroporti, autostrade, elettricità, acqua, ricchezze minerali, etc., e, inoltre, i nostri monumenti nazionali, come l’Acropoli, Delfi, Olympia, Epidauro, etc. […] La produzione si è fermata, la disoccupazione è salita […] E siccome c’è bisogno di continuare a far funzionale lo Stato, gli ospedali, le scuole, etc., la “Troika” carica di extra-tasse (assolutamente nuove) gli strati piú deboli della società e li porta direttamente alla fame. Un’analoga situazione di fame generalizzata l’avemmo all’inizio dell’occupazione nazista nel 1941 […]. La Grecia scelse la via del sacrificio per la libertà e la sopravvivenza. […] La stessa cosa che dobbiamo fare anche adesso, con la certezza che il vincitore finale sarà il popolo greco. Minacciano di mandarci via dall’Europa. Ma se l’Europa non ci vuole una volta, noi, questa Europa […] non la vogliamo dieci volte!

[…] Siamo sopravvissuti nei secoli, in condizioni molto difficili, ed è certo che se ci porteranno con la forza, con la violenza, al penultimo gradino prima della nostra morte, i greci non solo sopravvivranno, ma rinasceranno. […] L’unica forza che può realizzare questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unito in un enorme Fronte di Resistenza e Solidarietà, per mandare via la “troika” (Fmi e banche) dal paese; nel frattempo devono essere considerati nulli tutti gli accordi illegali (prestiti, tassi d’interesse, tasse, svendita del paese, etc.) e […] i loro collaboratori greci […]. Per l’unione di tutto il popolo sto dedicando tutte le mie energie e […] alla fine ce la faremo. Ho fatto la guerra con le armi in mano contro l’occupazione nazista. Ho conosciuto i sotterranei della Gestapo. Sono stato condannato a morte dai tedeschi, e sono vivo per miracolo. Nel 1967 ho fondato il Pam, la prima organizzazione di resistenza contro i colonnelli. Ho agito nell’illegalità contro la dittatura, e sono stato arrestato e imprigionato nel “mattatoio” della dittatura. Alla fine sono sopravvissuto e sono ancora qui. Oggi ho 87 anni ed è molto probabile che non riuscirò a vedere la salvezza della mia amata patria. Ma morirò con la mia coscienza tranquilla, perché continuo […] le mie battaglie per gli ideali della libertà e del diritto, sino alla fine.

Il fallimento della Grecia risiede solo e unicamente nel continuare l’ossequienza ai dettami della Troika, che resta appieno sotto mutato nome. Il fallimento della Grecia risiede nel continuare a vedere di pagare i debiti pregressi al grande capitale transnazionale e alle potenze che lo supportano. Il fallimento della Grecia risiede nel non mandare questa gang al diavolo e non dare piú neanche un soldo. Il fallimento della Grecia risiede nel fatto di non contare sulle proprie forze e risorse, e non cercare altra collocazione indipendente e altre alleanze (con altre forze nel Mediterraneo, e con la Russia per controbilanciare la pressione Usa-Ue). Il fallimento della Grecia risiede solo e unicamente nel continuare questo gioco di trattative e vedere di pagare e pagare, senza far capire al popolo greco come devono essere davvero risolte le “cose” e senza procedere a decisioni nette per il popolo greco, che varrebbero per quest’area geostrategicamente centrale che è il Mediterraneo – e qui si vedrà che cosa davvero sono e che cosa davvero valgono Tsipras & “suoi” & Syriza.

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