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Nea Polis

QUELLO CHE È CERTO

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Quello che è certo è che il referendum in Grecia aveva detto «no» chiaro e forte al programma di Austerity dell’Ue-Troika (ridenominata «istituzioni»). Quello che è certo è che l’accordo siglato fra Tsipras e (sostanzialmente) Merkel e Schaeuble è di gran lunga ancora peggiore – e il referendum è stato peggio che mai avvenuto, perché non è stato solo negato, ma se ne è accettata la punizione. Quello che è certo è che Tsipras & Co. hanno tradito il referendum e accettato condizioni-capestro: è del tutto evidente che non vi sarà nessuna «ripresa» in Grecia, il popolo greco vedrà peggiorare le sue condizioni, sarà spremuto ancora e ancora, oltre la “buccia del limone”, mentre gli stessi residui di sovranità nazionale andranno perduti, poiché torna esplicitamente la Troika, imporrà le decisioni da attuare e tutte le altre saranno sottoposte al suo placet, o non vi saranno – tutto sarà posto sotto controllo e comando, e avanzerà senza freni la svendita di tutto («privatizzazioni» e «liberalizzazioni») al grande capitale (estero e in qualche parte anche fuso con l’oligarchia locale).

Il giudizio su Tsipras e il grosso di Syriza va da sé (qui ricordo che fin dall’inizio davo una valutazione negativa in proposito, e cosí sugli emuli italici, e soltanto perché la memoria è corta e quasi tutti sono stati, e sono, pronti a farsi prendere da facili entusiasmi) – il solo che aveva preparato un “piano B” di buon senso era Varoufakis, non a caso dimessosi da ministro la sera stessa del successo referendario.(ben sapendo già che ne avrebbero fatto i “suoi”).

Ora Tsipras e il grosso di Syriza dovranno far approvare in fretta e furia i diktat di Germania-Troika, con la confluenza dei voti dei partiti-servi di Germania-Troika quali Nea Democratia, Pasok e To Potami, e la maggioranza del governo Tsipras va a dissolversi – ma anche questo è previsto dall’accordo-capestro: o Tsipras (il “comunista”, dicono giornalai destrorsi, con involontario sarcasmo surreale) continua a fare il “commesso” diligente oppure, e meglio, verrà sostituito da un governo-servo di “commessi” espliciti, detto «governo tecnico» (come quelli in Italia). Coloro che, da noi, dicono che “Tsipras ha fatto bene”, o “il meglio di quanto poteva”, o “non poteva far altro” e simili scempiaggini, mostrano appieno che cosa c’è da aspettarsi da loro in caso di qualche “ascesa” (il riferimento è ai tentativi di ri-formazione di una “sinistra” italica oltre il Pd, e sono, appunto, mene sinistre). Coloro che, in generale, dicono che, comunque, si è salvaguardata l’Ue con la sua moneta – chiacchiere varie, “nessuno ha vinto”, “anche l’Ue ha perso”, “l’Ue va migliorata”, e variazioni sul tema – sono solo d’accordo e/o subalterni rispetto a Ue-Euro-Germania-Troika.

Nessuno nemmeno sfiora la sostanza dell’Ue etc. Quale ne è il progetto e il programma? E dunque che cosa ne è la «moneta unica», l’euro? Per chi non ha «il prosciutto sugli occhi» e «i tappi nelle orecchie» la risposta è chiara: imposizione del capitalismo integrale a favore delle centrali maggiori in Europa (Germania e area interconnessa, Benelux e Austria, parte anche in Francia) ed extra-Europa (Usa e non solo). E il capitalismo integrale distrugge ogni società (non si vive o si vive senza senso sub Mercato=Capitale e Diritto=Stato, con il mero scatenamento sempre piú assurdo della tecnologia) e disintegra Stati e paesi subalterni – e a ciò servono i «trattati» dell’Ue, a ciò servono le sue disposizioni, a ciò serve la sua «moneta unica».

Dunque, in fondo e infine, quello che è certo è che non è stata condotta un’opera adeguata, continuativa ed efficace di chiarificazione in merito nella popolazione (né in Grecia, né in Italia, né altrove), e si è soprattutto «battuto su altri tasti» (“no alla preminenza della Germania”, “Europa importante, ma cosí non va”, “importanza della moneta, ma da adattare meglio”, etc.), senza andare a cogliere il “nodo” centrale: questa Ue e questo euro possono essere unicamente anti-Europa e suoi popoli e paesi, per la sostanza che li intride, li permea li struttura – e perciò, quello che è certo è che questa Ue-Germania-euro sono delinquenziali-demenziali. E quello che è certo è che cosí si continua ad avanzare nella rovina – con tanto dell’estesissimo “io speriamo che me la cavo” e “io tiro a campare” (e, quando posso, a venire viaggiato, intrattenuto, divertito).

MM

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