Nea Polis

DOPPIA AZIONE ISLAMICA, UNICO DISEGNO

Soddisfacendo i desideri liberali di un Islam «integrato», come la Chiesa cattolica, le chiese protestanti, le sinagoghe e comunità giudaiche, si mette in luce sui media l’intervista all’imam di Parigi, che chiama a una grande coalizione internazionale per schiacciare l’Isis in Iraq-Siria e in Libia, e altrove, definendo costoro perfidi assassini, e inoltre che non sono “veri” islamici, perché il Corano vieta di uccidere uomini animati da fede religiosa. Per la verità, questa affermazione è falsa per troppi omissis: è «vera fede» per il Corano solo quella del muslim (musulmano), che ha la «fede cieca» del «vero credente»; chi ne segue un’altra (pur della stessa “zuppa” giudaico-cristiana, o tanto piú del buddismo o del politeismo indiano) è un «infedele», e chi non ha fede per niente è emanazione del «grande satana». Peraltro, anche la «vera fede» islamica è seguita correttamente dai sunniti o dagli sciiti? (Infatti si colpiscono a morte fra loro con l’accusa di miscredenti.) E dalle sottotendenze e sétte? Ma tant’è, non ci si fa caso (né se ne sa niente), e si prende per buona la forzatura dell’imam.

E non si avverte il disegno sottostante. Già condotto nella storia (ormai una sconosciuta per i piú, per i pochi sovente falsificante, specie negli “snodi” cruciali), e dai giudei. Mentre la via armata (contro il Regno ellenistico di Siria dal III sec. a. C. in poi, in seguito contro il dominio romano, fino al I e II sec. d. C.) andava alla sconfitta (rivoltosi schiacciati e doppia distruzione di Gerusalemme) – via armata, si badi bene, che univa la volontà di indipendenza a quella di prendere il posto dei dominatori -, si procedette nell’altra via: diffusione nell’Impero romano delle comunità giudaiche, attrazione dei «gentili» (non-giudei) nello sfacelo progressivo delle basi costitutive del Mondo antico (perdita di autonomia delle città e della loro valenza politica, economica, sociale, culturale), mutando ad hoc dogmatica e teologia, e costruendo il neo-giudaismo, ossia il cristianesimo. Che prendeva le distanze dalle residue azioni armate, le condannava, gettando ogni colpa su questo versante e dichiarandosi pro-potere e ordine costituito. Lo sbocco fu l’assunzione del cristianesimo stesso come religione ufficiale e pilastro dell’Impero: Imperium romanum christianum – una sorta di Stato assoluto burocratico-militare, di tipo orientale.

Un disegno simile sta avanzando oggi, nella doppia azione islamica. Mentre continua virulenta l’azione armata – ed è questo l’Islam conseguente -, che, tuttavia, con tutti i feroci e demenziali danni che può fare, non può vincere, procede l’altra azione: l’estensione e radicamento delle comunità islamiche in Europa, in Occidente. Estensione e radicamento che si basano su flusso migratorio e finanziamenti (dal mondo islamico: vedi il pozzo nero dell’Arabia saudita e potentati del Golfo), impiantano moschee e ricevono riconoscimenti, attraggono gente del luogo (sia immigrati di I° e II° generazione, sia altri locali), attuano prese di distanza e anche condanne dell’azione armata, certo ancora flebili, inconseguenti, in gran parte del tipo “non vedo, non sento, non parlo”, ma con punte (come l’imam di Parigi) che indicano lo sviluppo di quest’altra azione – ed è questo l’Islam latente e sornione, ma in piena espansione. È l’Islam che si incontra con il desiderio del liberalismo di «libertà di credo religioso» e che l’utilizza, con il desiderio del cristianesimo di «dialogo interreligioso», con la cosiddetta «civiltà europea» detta (da vari facinorosi mentecatti in tv e sulla stampa) di «matrice giudaico-cristiana» (falso totale, su cui tornerò), con i piú resi pavidi e imbelli, con le «anime belle» che vogliono “pace e bene”, timorose di ricevere del male – ed è questo l’Islam che punta a dimensioni tali da affermarsi ed essere assunto ufficialmente. E società e civiltà (italiana ed europea) andranno cosí in piena distruzione, già ben avviata e portata avanti dal fallimentare liberalismo imperante e pervadente.

Si può contrapporre qualcosa? Sí, ma solo costruendo e diffondendo una costruzione di società e civiltà su un immaginario (come diceva Castoriadis), cioè una visione del mondo, “altro” e “oltre”, che certamente non è solo il rifiuto dell’Islam nel suo insieme, ma non è neanche il giudeo.cristianesimo, e tantomeno il liberalismo (in tutte le sue varianti, di destra, di sinistra, né di destra né di sinistra, di sinistra estrema, etc.). Il che è del tutto arduo, certo, forse quasi impossibile – e tuttavia è l’unico progetto che vale la pena di elaborare e cercare di portare avanti.

MM

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.