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Gran polverone sulle banche: accecamento occhiuto

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Commissione parlamentare d’inchiesta, da Banca Etruria & altre “cummare e cummarielle”, al resto, a Bankitalia, Consob, vigilanza, etc. Sullo sfondo i «risparmiatori», per lo piú piccoli, che credevano di mettere al sicuro i propri risparmi e, anzi, accrescerne l’entità, mentre, per le banche, si tratta di quanto si chiama «rastrellamento di capitale». Per i «risparmiatori», tanto piú piccoli, è la cecità indottaper cui i soldi “figliano da sé”, come funghi o muffe, o allevamento di conigli, e non invece in base,comunque, a investimenti produttivi, diretti o indiretti o a “scatole cinesi”, ma sempre a fondamento produttivo, nel paese o all’estero (senza «valore aggiunto», ossia valore in piú che sia prodotto, non ci può essere né riproduzione né accrescimento). Quindi, già gli investimenti produttivi vanno incontro ai rischi (organici all’economico-capitalistico) degli «andamenti ciclici», perciò sono “incerti” riproduzione e accrescimento, e quando tali investimenti sono gettati nella speculazione, ormai attività corrente bancario-finanziaria (legittimata dalla legislazione liberale dell’Ue e dello Stato italico, che situa le banche sotto il «diritto privato), l’“incertezza” è ancora maggiore. Ma, se le speculazioni “vanno bene”, nessuno obietta. Le “cose” scoppiano se “vanno male”.
Donde il polverone: per occultare le radici. Che la Boschi, ministra e membro importante della banda-Renzi e suo governo, poi del governo Gentiloni, abbia fatto “qualcosa” pro Banca Etruria dove “operavano” padre e fratello, che ve ne siano “prove” o meno, è solo ovvio, come lo è che ciò ricada in discredito elettorale del Pd-r(renziano), anche perché i tantipiccoli «risparmiatori», ingannati dalle millanterie bancarie (per rastrellare capitale), non verranno risarciti dall’inganno subito (e dalle speculazioni fallite), o solo in pochi e solo in parte, tanto piú che è legale che le “difficoltà” bancarie ricadano anche su chi ha assunto “fondi” vari e perfino su chi ha conti correnti (da € 100.000 in su). Ma questo non centra le radici, né lo centra cogliere l’inefficiente «controllo» di Bankitalia e Consob, con accuse-scaricabarile reciproche (si tratta di «diritto privato», e nella “speculandia” bancario-finanziaria “operazioni ardite” e malversazioni vanno insieme: tutto finirà semplicemente in nulla). Intanto, si parla di questo e quell’altro, e svanisce ogni sostanza delle radici.
Qual è? Questa: il liberalismo (=capitalismo) scatenato dell’Ue-Stati membri ha indotto a «liberalizzare» («privatizzare») il complesso bancario e a farlo gettare appieno nella “finanziarizzazione”, alla ricerca di profitti in tutti i modi, anche piú capziosi e infine “implosivi-esplosivi”, utilizzando e rastrellando i capitali (in forma di valore di scambio) a tal fine, e tanto piú nella fase attuale di crisi, stagnazione, “ripresine” scarso-incerte. Che occorrerebbe? Semplice: il sistema bancario sia pubblico (=possesso-controllo sociale, organizzato, dal “basso” all’“alto”) e addetto a mantenere il «deposito di valore» e a investirlo (in primo luogonella produzione-distribuzione interne), ricavandone solo la riproduzione dell’apparato bancario, e lo faccia su indicazione pubblica (e ogni “speculandia” bancario-finanziaria, con “operazioni ardite” e malversazioni). Semplice, e chiaro, ma del tutto astratto, in questo liberalismo (=capitalismo) scatenato della (fase della) «globalizzazione»-Ue/euro e della subalternità-complicità (organica) degli Stati, di quello italico in particolare. Ma va detto, ben compreso e fatto comprendere, almeno contro l’accecamento dell’occhiuto polverone.

MM

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