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LEGGE FORNERO: UNA MODESTA MA LOGICA PROPOSTA

Si andrà all’abolizione della legge Fornero? Lo proclama Salvini, apponendolo anche in testa al suo simbolo elettorale. O (cosí alcuni media, poiché la “cosa” è contrattata da Salvini con Berlusconi e la Meloni) si andrà “solo” a una «revisione delle distorsioni» della legge? Se da parte delle altre forze politiche le proposte vanno dall’affermazione (generica) della «revisione del sistema pensionistico» al taglio delle pensioni da € 5.000 in su per supportare quelle minime, da parte piddina, invece, si afferma che le “facilitazioni” vi sono già (indebitando alle banche chi voglia anticipare, peraltro di poco, la pensione tramite l’A.p.e., e riconoscendo il non-ulteriore aumento dell’età pensionabile per dei «lavori usuranti, pur escludendone altri parimenti «usuranti»), mentre, per il resto, tale legge va mantenuta e difesa: la legge Fornero è valida, fattiva, indispensabile! È irresponsabile chi la vuole abolire o anche modificare! E Padoan ha fatto sentire la sua voce: “sarebbe un disastro, un buco di € 20 miliardi …”. Quindi toccare la legge Fornero equivarrebbe a una rovina per lo Stato italico.

Che fare per contrastare la catastrofe, e invertire la rotta? Se si rifiuta ogni discussione in merito e si assume come inderogabile necessità la legge Fornero (“piace anche all’Europa!”: cioè all’Ue), la proposta, modesta ma coerente con la logica della legge, è una, e solo una: invece del penoso stillicidio del continuo aumento dell’età pensionabile e della negazione, non detta però sottesa nei fatti, della pensione per le piú giovani generazioni, la legge Fornero va, sí, modificata, ma nel senso a essa conseguente, che è quello dimantenere i «contributi» delle retribuzioni e diabolire le pensioni. Cosí, oltre a evitare una catastrofe, si avrebbe un bell’immediato e successivo introito. Certo, vi potrebbero perfino essere dei contraccolpi, e sul piano politico, e soprattutto sul piano sociale, forse addirittura con qualche “grave episodio” … Ma è soltanto il maledetto “destrismo” fascista che si va diffondendo, è soltanto l’indecente populismo sfascista coltivato da troppe parti: sono questi da contrastare, da combattere in tutti i modi. Non si ceda: per «gli interessi generali del paese».

MM

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