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ELEZIONI REGIONALI IN MOLISE: UN FLOP …

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Elezioni regionali in Molise: un flop … Lo è stato appieno dal punto di vista di quanto si aspettavano varie forze a livello nazionale; un po’ meno da punto di vista locale, ma sempre un flop. Infatti, è andato a votare un «avente diritto» su due (elettori al 52%), con riassestamento sugli scarsi afflussi già avvenuti prima delle ultime elezioni politiche (come dalle regionali in Sicilia a quelle nel municipio di Ostia), dando quindi un chiaro segnale dello scarso interesse della popolazione molisana. Il Pd insieme a LeU confermano di essere in piena caduta (attestandosi, insieme, su circa il 18% dei voti validi, e perdendo la gestione della piccola Regione); il M5S ha un buon successo (a circa il 38% dei voti validi, confermandosi prima forza politica del Molise), ma perde 6 punti rispetto alle elezioni del 4 marzo e non consegue l’obiettivo di pervenire al governo regionale; il centrodestra vince (raggiungendo un po’ meno del 45%, sempre dei voti validi), ma si basa su diverse (8?) «liste civiche» locali “di supporto” mentre FI si conferma di entità doppia rispetto alla Lega (che invece puntava a superarla). Quindi, se a livello regionale è da tenere conto della sconfitta (ulteriore) di Pd & alleati, tuttavia la vittoria va a forze “non di cambiamento”, come la berlusconiana FI (e liste locali). Per quanto riguarda la ricaduta a livello nazionale, se la Lega se ne può servire per insistere sull’esclusione dei rapporti con il Pd (come fa Salvini, contro quanto espresso, ritirato, poi ri-accennato, etc., da Berlusconi), non lo può fare, però, rispetto allo “sgancio” di FI (almeno quella proprio berlusconiana).

Per la formazione del nuovo governo, dunque, nulla di nuovo. Abbiamo Di Maio per il M5S che vara il «programma in 10 punti» da sottoporre o al Pd o alla Lega. Il che continua a essere, come minimo,surreale (com’è possibile ritenere, e dare a intendere, che Pd e Lega siano equivalenti e interscambiabili? E ri-accreditare una forza come Pd & annessi e connessi, che ha attuato politiche contro cui i 5S hanno combattuto e che sono sconfessate dalla gran maggioranza degli elettori?). Per non voler pensare ad ancora peggio (il riferimento potrebbe solo andare alla manovra “amerikana” e del trasversale “partito amerikano”, con placitur dall’Ue, alla presenza estesa nelle istituzioni statali, alle sue centrali come «La Repubblica»-«L’Espresso», a cui pare essersi allineato anche «Il Foglio quotidiano» di Travaglio, per un governo M5S-Pd-LeU & altri “apporti”, come dalla Bonino, dalle Autonomie, dagli Esteri, etc.). E abbiamo Salvini per la Lega che continua a non sfruttare il “colpo” venuto dalle condanne nel processo sulla «trattativa Stato-mafia» (oltre ai capi dei CC, altri 12 anni a Dell’Utri, co-fondatore con Berlusconi di FI) e le aperture (reciproche e anche programmatiche) fra M5S e Lega, per sganciare Berlusconi e la sua FI (tirandosi dietro parte degli stessi parlamentari di FI, nonché, di sicuro, la Meloni e Fd’I).

E il blocco continua, mentre probabilmente Fico sarà incaricato, come presidente della Camera, di condurre altre «esplorazioni», en attendant … le elezioni regionali in Friuli. Cosí, come nessuno mette nell’evidenza che merita, le forze vischiose dellaperpetuazione nello «stato di cose presente» impaniano e negano le spinte al superamento venute dalla maggioranza degli eletteori il 4 marzo tramite le stesse modalità del sistema liberale, detto «democratico-parlamentare», e in realtà e a tutti gli effetti oligarchico-rappresentivo, e si impongono (già con la «normalizzazione» in cui si è gettato il M5S e con l’impantanamento della Lega). E resta ancora da vedere il seguito …

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