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DAL 4 MARZO AL 2 MAGGIO: SIAMO IN POLITICANDIA

Di Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri (Note legali) - Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52910195

Senza prendere le distanze e in chiave personale, dico (rivolgendomi ai miei 25 … 25?, ai miei 3 o 4 lettori): si apre la Terza Repubblica? A parte che il passaggio dalla Prima alla Seconda, escluse le chiacchiere mediatiche, non è affatto evidente (quando? Con «Mani pulite»? Con il crollo dei vecchi partiti e l’emersione di nuovi? Con il «sistema maggioritario» elettorale?), vi sarebbe ora il passaggio alla Terza (con lo sgangherato superamento dei vitalizi)? Macché! Siamo in piena Politicandia. Ed è una situazione insopportabile. Dobbiamo assistere alle manovre e manovrine in atto, non da politici ma da politicanti, condite dai commenti insensati dei/sui media (tv e stampa), che sfornano senza cessa ciarle inconcludenti, occultanti la sostanza delle cose. E abbiamo avuto la linea dei “due forni” (di andreottiana memoria) di Di Maio per il M5S, che ha portato alla chiusura del primo “forno”, cioè alla caduta dei rapporti con la Lega, escludendo, dalla coalizione in cui la Lega si trova, i rapporti con FI per via del suo “capo” Berlusconi (ma, ricordiamolo, è incandidabile, inellegibile, innominabile a ogni carica), senza, invece, specificare che FI è corresponsabile della politica, condotta dal Pd, che ha disastrato il paese e due terzi della sua popolazione applicando gli imperativi di «globalizzazione»-Ue/euro (e Nato sottesa), ossia del grande capitale transnazionale e potenze che lo supportano. E non a caso la si è buttata su onestà & processi-condanne: nel secondo “forno” Di Maio per il M5S metteva il Pd, come se fosse meglio di FI e non il primo artefice dell’applicazione dei disastranti imperativi indicati, finendo alla chiusura, com’era ovvio fin dall’inizio. Il Pd dovrebbe rimangiarsi atti che ritiene “fiori all’occhiello” (il Jobs Act, la «Buona Scuola», il sostegno alla Fornero, l’ossequienza all’Ue, etc.) e porsi a disposizione? Il niet di Renzi, che ha la maggioranza della direzione del partito e dei suoi parlamentari, era scontato, mentre l’accredito “stellato” del rigido no a FI per via di Berlusconi si è tradotto nel discredito ai 5S per tale apertura. E volendo vedere al meglio questa Politicandia, che se ne trae? Dissestare la coalizione di destra, o centrodestra, ed esercitare maggior pressione su Salvini-Lega? E dissestare del tutto il Pd? Ma la coalizione di Salvini non si è dissestata, e nemmeno il Pd renziano, che, pur continuando a perdere (vedi Molise e Friuli Venezia Giulia), mostra una solidità nel “blocco” residuo (dal 16 al 18% di consensi).

Assistiamo anche alle posizioni inconcludenti di Salvini per la Lega, che insiste a ribadire la «compattezza del centrodestra», quando Berlusconi per FI ha agito sempre da «guastatore», inseguendo la linea anti-popolare di accordo di governo con il Pd a cui puntava (rinverdire i mis-fatti di Monti, Letta, primo Renzi), ma ha dovuto rinunciare (FI è fra gli sconfitti e si può solo agganciare alla Lega, mentre la Meloni per Fd’I si muove in un minoritario bilanciamento), sabotando però ogni accordo con i 5S. Salvini ha rintuzzato via via la dannosità di Berlusconi & Co., ma senza portare “le cose” a fondo, per i motivi sia di avere piú forza nelle trattative (il 37% del centrodestra), sia di raccogliere come coalizione piú consensi. Ma anche queste ragioni sono sempre da Politicandia.

Ora è lo stallo. Di Maio si appella a Salvini per nuove elezioni («anche con il vigente Rosatellum»), ma i tempi (legali) sono slittati (al minimo, si andrebbe all’autunno). E di piú: il M5S è certo di accrescersi? O di mantenersi? Molise e Friuli Venezia Giulia non lo mostrano, però i 5S diranno “erano regionali” … Salvini, al contrario, pensa di accrescersi (come indica il Friuli Venezia Giulia: ma ha votato solo un elettore su due …), però ora rivendica prima il «pre-incarico» di governo: con i 5S, «mai con il Pd». E come, ripresentando anche FI, e ri-prendendosi il no di Di Maio?

Impaniati, tutti, nei regolamenti e prassi, tattiche e manovre, della Politicandia: indotta precisamente dal sistema liberale oligarchico-rappresentativo (spacciato e accreditato come «democrazia elettivo-rappresentativa»), in cui gli elettori (una quarantina di milioni!) si delegano a meno di un migliaio di «rappresentanti». Il che svolge la funzione di occultare, ostacolare, impacciare, negare la volontà, pur confusa (perché nessuno fa chiarezza), della maggioranza degli elettori: no alle ricadute devastanti delle politiche fin qui condotte e richiesta di misure minime (presentate come massime) urgenti (pensioni, sostegno a disoccupazione-sottoccupazione-inoccupazione, rilancio del tessuto produttivo del paese, risistemazione dell’apparato scolastico, svincolo dai capestri Ue …). Ed è su questo che occorre(-rebbe) insistere, chiarire, far comprendere, organizzare (dal “basso”) i tanti che vogliono “altro”, i movimenti: sulla democrazia (effettiva, non parodie come la «piattaforma Rousseau») per imporre la volontà (giusta) della maggioranza (già i due terzi) del popolo (lavoratori e classi subalterne). Ma nessuno appare mostrare neanche un mezzo orecchio a tale necessità.

MM

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