Nea Polis

Sull’uso deformante del termine «Europa».

Jean Cousin [Public domain]

Purtroppo, avverto che le previsioni (espresse ieri in Ballottaggi: alcune riflessioni) rispetto alla “pochezza” (ri-)emergente su, e a partire da, la “questione” dei minibot, andranno a realizzarsi (mentre amerei davvero essere smentito, e non lo dico per dire), traducendosi in un altro cedimento (a Tria, Conte, Mattarella, Ue/euro, oligarchie interne ed estere) e “rimpapocchiamento” di misure strizzate, striminzite e inefficaci (come minimo!). Ma voglio comunque attirare l’attenzione su un uso linguistico invalso e usato da tutti (in senso sia favorevole, sia contrario). Ed è importante, perché l’uso errato delle parole mette in dis-forma il pensiero, in base a indebite evocazioni, suggestioni, immagini.

È il termine «Europa»: «l’Europa ci chiede», «stiamo in Europa», «vogliamo piú Europa», «vogliamo un’altra Europa», «usciamo dall’Europa», e cosí via. Di che cosa si sta parlando? E che cosa si sta surrettiziamente evocando, suggerendo, immaginando? Le immagini evocate sono “qualcosa” dei paesi del continente europeo, in cui magari si è stati o si intende andare, in cui magari si conosce qualcuno (autoctono o nostro emigrato), o qualcosa del passato tremendo ma anche creativo della storia e della civiltà dei diversi paesi europei, e delle loro interrelazioni, o un “insieme” in cui è interessante e fattivo muoversi e conoscere … Ma queste sono immagini di paesi esistenti nel continente europeo, che di per sé è semplicemente l’ampia penisola, con sottopenisole e isole, del continente asiatico. E sono paesi differenti, e nel Mondo antico (per millenni) il “cuore” dell’Europa, che si estendeva sí a nord-ovest, nord, nord-est, ma era il Mediterraneo e tutti i paesi che vi si affacciavano, vi sboccavano. Questa è l’Europa, da intendere come varietà di differenze di popoli e paesi, culture e civiltà, con il peso immenso della civiltà creata nel Mondo antico (dalla grande Ellade), ripresa nel Rinascimento e da qui estesasi via via ovunque in Europa, e che è alla base del mondo moderno (nonostante i disastri, dal declino e dissolvimento del Mondo antico – con il ruolo di ciò che vi ha tanto concorso, il giudeo-cristianesimo, su cui non entro qui in merito, affermando solo che, se c’è una falsità inaccettabile, è quella dell’«Europa cristiana» – alle tormentate vicende successive, fino all’età moderna e contemporanea). Questa è l’Europa, non unificabile e tantomeno omogeneizzabile in un calderone informe (mentre anche questo è il fine, voluto e programmato dalle élites del capitale globalizzato, del flusso migratorio).

Ebbene, che cosa mai c’entra con l’«Unione europea»? Questa è solo un organismo volto all’imposizione degli imperativi del capitale globalizzato e degli Stati piú potenti (Germania e Francia), negazione di ogni unità e fattore permanente di devastazione (e se non si è imparato dalla Grecia e dai danni gravissimi inferti all’Italia, vuol dire che non c’è nulla da fare, oppure che si ha a che fare con gli “adepti” dei delinquenti tipo Prodi, Draghi, Monti, Letta, Renzi, Berlusconi, Bonino, Soros & lungo elenco seguente). L’Ue non è l’Europa! E non “si esce” dall’Europa! Che si fa, si tira via la penisola italiana e la si colloca da un’altra parte del mondo? Il linguaggio va cambiato – “ma l’Europa è una sintesi per intendere …”: no, non sintetizza nulla, invece accredita la deformazione, e va auto-corretto sempre quando si usa e quando usa qualcun altro il termine «Europa». Quindi, semmai si esce dall’Ue, non certo dall’Europa, anzi al contrario! Ma anche questo è sbagliato, perché con BrexitFrancexitItalexit, si concede sempre che vi sia un’“entità” che “rappresenta l’Europa”, da cui c’è chi esce (Brexit) e altri che vorrebbero uscire (FrancexitItalexit). E invece no. L’Ue (di cui è centrata la mia definizione: la dis-Unione anti-europea) va distrutta! Va posto fine a questo sciagurato organismo sovranazionale, lasciandolo a un traballante e non duraturo accordo franco-tedesco. Ma come? Semplice: basta che l’Italia denunci i «trattati» e non accetti nulla che viene dall’Ue, chiuda ogni rapporto con questo monstrum, ritiri i suoi eletti nell’europarlamento (quelli che ci restano, adepti dei delinquenti, non sono riconosciuti, né pagati), faccia per conto proprio. E l’Ue è distrutta. Com’ho già detto, «noi» (l’Italia) dobbiamo aprire rapporti di Confederazione (accordi ma con autonomia degli aderenti) con i paesi mediterranei, Grecia in primis (e farsi tutelare, rispetto agli Usa, nonché rispetto a ciò che resterebbe, forse, dell’Ue, da un accordo con la Russia). Questa è la linea da seguire, lo dice l’analisi e lo dice l’esperienza: ogni altra posizione è cedimento e subordinazione, oppure illusione ingannevole. E dunque, per tutto ciò, basta usare in modo errato il termine «Europa».

 MM

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