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Mes, Meccanismo europeo di stabilità: di che e di chi, e in che senso? E misfatti connessi

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Il presidente bis del Consiglio, Conte (detto ormai «Giuseppi», come da primo tweit di Trump – ma la deformazione pare adatta), fa il nonchalant sul Mes: “è un dibattito surreale”. Però Moscovici, alto addetto Ue, pur prossimo a dismettere la carica, si è catapultato a Roma (“mi piace tanto l’Italia”, quindi, quasi in visita turistica, va a rilasciare dichiarazioni …) per rassicurare: “non c’è da preoccuparsi del Mes, va approvato …”. Anticipato da Gualtieri, noto “uomo Ue” (ha cooperato alla stesura del Mes) e ora (vedi un po’) ministro (piddino) dell’Economia: “il Mes è valido, da approvare”. Per il 99% i media o non dicono niente (su questo tema, «chi tace acconsente»), o sollevano un polverone di dati su dati, meccanismi su meccanismi, facendo parlare pro o contro, etc., o sono apertamente d’accordo.

Tale quadro dovrebbe far alzare subito le antenne. Tralasciamo la selva di dati e meccanismi, e andiamo alla sostanza. Già il primo Mes, del 2012, ha imposto il contributo degli Stati membri Ue, e dall’Italia sono defluiti piú di 50 miliardi. È stato usato per “soccorrere” Irlanda, Portogallo, Cipro, Grecia … In che senso? Che i rispettivi Stati non erano in condizioni di “onorare” fondi e interessi con le banche. Quali? In primo luogo tedesche e francesi, che avevano assunto i prestiti per i fondi statali. Dunque il “soccorso” è andato a queste banche, ponendo gli Stati “sotto tutela” – e sulle ricadute della devastante austerity la Grecia docet. E la parte di fondi italiani? Restituiti dal 2034 al 2060, ossia … sono andati – alle banche. Ora si tratta di “riformare” i meccanismi-Mes (dal 2019), il che significa che: a) gli Stati firmatari saranno tenuti a fornire (entro 7 giorni!) la quota di miliardi che verrà richiesta dal Mes; b) il Mes e i suoi funzionari hanno lo «scudo penale» (sono insindacabili e inoppugnabili) su quanto decideranno e faranno; c) chi ne richiederà l’intervento dovrà assumerne i dettami, che comprendono il deficit al 60% del Pil o la riconduzione a tale parametro il deficit stesso, e comunque la ristrutturazione (detta «coinvolgimento») del valore dei titoli di Stato (taglio dal 20% in su), con un grosso danno di chi ha investito (non solo capitali, ma anche e soprattutto risparmi) in tali titoli, unito al tracollo delle banche che li detengono (tagliate nelle disponibilità); d) il paese richiedente viene cosí (nei fatti e ufficialmente) posto sotto il commissariamento del Mes – il quale, peraltro, è, come la Bce, «organo» autonomo, privato, ma organico all’Ue/euro, alle sue linee di azione, operazione, intervento.

Da unire tre notazioni: 1) i rassicuratori-fautori del Mes per di piú riformato dicono “non vi preoccupate, non c’è problema, l’Italia non avrà bisogno di ricorrere al Mes” – quindi, perché aderirvi e sborsare altri miliardi di euro? 2) Però l’Italia può esservi costrettase il gruppo ristrettissimo di coloro che decideno (centrali del grande capitale finanziario e vertici Ue) dello spread stabilisce (che lo facciano “i mercati” è una balla) di alzare a livelli impossibili la differenza fra i titoli tedeschi e quelli italiani. 3) Poiché circa il 70% dei titoli di Stato italiani è in mano alle banche per conto di investimenti e risparmi interni, la ricaduta che avrebbero taglio, azione Mes, restituzione con interessi dei fondi (che per circa il 17% è la stessa Italia a dover versare) porterebbero il nostro paese a sprofondare in un disastro “stile Grecia”, con simile “spremitura” della popolazione (mentre “i soliti”, ossia, in tale situazione, ancora meno di un terzo degli italiani, sarebbero “rassicurati”).

C’è di piú: I) la «riforma del Mes» si lega a un rilevante «pacchetto» (dicono Conte gli altri rassicuratori-fautori), che comprende l’«unione bancaria», verso quella «fiscale». Come? Cosí, oltre alla già sciagurata autonomizzazione privatistica del sistema bancario e, nei fatti, di Bankitalia (dal 1981 scissa dal Tesoro dello Stato), si avrebbero solo banche “europee” – banche Ue – fuori ogni controllo almeno dello Stato italiano e poi un sistema fiscale ad hoc, deciso da “altrui”. E c’è di peggio: II) le grandi banche piú «in sofferenza» sono proprio quelle tedesche, in prima fila la Deutsche Bank e la Bundesbank, cariche di «titoli tossici» (inesigibili), per cui il Mes – che non commissionerebbe per niente la Germania: se ne può star certi – “soccorrerebbe” precisamente tali banche, con fondi Ue, compresi quelli italiani. E c’è la realtà di fondo: III) con il Mes non si “salva” proprio nulla e nessuno, al contrario solo si rovinano Stati, popoli e paesi per affermare il dominio del capitale finanziario e le sue disgraziate operazioni, azioni, speculazioni in nome del profitto, di sempre maggiore profitto, andando a periodici, continuativi e conseguenti crolli – e per risolverli (provvisoriamente) si sacrificano … tutti e tutto.

questo è l’Ue: «organo» del grande capitale transnazionale, in testa quello finanziario e speculativo, dei vantaggi che ne traggono le oligarchie tedesche e francesi con quelle interconnesse, del liberalismo economico scatenato.

È ovvio che il Mes riformato vada negato, bocciato, respinto. Questo volevano M5S e Lega già rispetto al primo Mes, e cosí il governo «giallo-verde» (girano balle contrarie, ma sono balle). E questo era il mandato di Conte e di Tria nel giugno del 2019: “neanche dovete trattare”. Ma Conte – com’è attestato dai suoi silenzi o genericità rispetto a ripetute richieste – , insieme a Tria – com’è attestato dalle sue recenti dichiarazioni (“abbiamo ottenuto”, “è stato rivisto”, etc.) -, hanno trattato e dato l’assenso alla riforma-Mes, tanto che la si deve firmare nel dicembre prossimo e sottoporla all’approvazione del parlamento italiano il 27 dicembre. Che Salvini piaccia o non piaccia (e c’è molto da dire su di lui e Lega, non sulla balla corrente, da media e «sardine», del fascismo – è l’antifascismo in assenza di fascismo -, ma sul sovranismo di cartone, sul pieno liberalismo economico, sul bacchettonismo para-cattolico), insomma che si sia pro o contro lui, la Lega, la Meloni, Fd’I, quando ha detto che, se fosse appurato l’operato di Conte e Tria, si tratterebbe di «alto tradimento», ha pienamente ragione. Non lo si può negare, anche se gli isterismi anti-Salvini, con condimento di «sardine» (piú o meno marce), insieme alla “destra è pericolosetta” di Grillo, possono ottundere molte teste e occultare (sciaguratamente) i reali dati di fatto.

Chi si assume la responsabilità non solo di assolvere Conte e Tria – e chi ha inciso su di loro, come incide sul governo Conte bis (oltre al Pd, come va da sé, si va dal Deep State italico a Mattarella, il quale di recente ha infatti detto «fuori dall’Ue non c’è sovranità», il che significa che per lui la sovranità italiana non conta e c’è unicamente quella Ue) -, ma anche di sottoscrivere la riforma-Mes, come il Pd e Renzi, e ora – forse? – anche il M5S (residuo) perché “si deve legare alla sinistra” (cioè al Pd: «è la collocazione giusta», cosí Grillo), assomma reato a reato, e in primo luogo lo commette contro il nostro popolo e il nostro paese. E dovrà renderne conto: lo si deve, e lo si dovrà, pretendere.

MM

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