Nea Polis

Cominciare a organizzare la resistenza.

La massadella popolazione italiana, da «cornuti e mazziati», ha aderito con ardore ai decreti-a-ripetizione del governo-Giuseppi, con accordo delle sue componenti e della pseudo-opposizione, pur incostituzionali e illegali (con Mattarella che sta solo zitto: altro che «garante della Costituzione»!), sostenuti 24 h su 24 dal neo-Minculpop (il Ministero della cultura popolare già del regime fascista) formato da tv e stampa unificati. Eppure qualche dubbio doveva venire, eppure ci sono i comunicati dell’Istituto superiore della sanità – che smentiscono platealmente ogni fondamento dello «stato di emergenza» (decessi del tutto simili a quelli degli altri anni e solo in minima percentuale attribuiti al “terribile virus”) –, eppure ci sono i social, su cui informarsi, a smentirlo, riportando analisi “altre” di scienziati, esperti e medici, e a smentire platealmente (con notizie dirette) che “altrove” si attui appieno il «modello Italia». Niente: si crede – è la fede, che non smuove nessuna montagna, ma occlude le menti – alle balle del governo-Giuseppi & gang (termine scientifico: tutta, pro governo & pseudo-opposizione) e alla grancassa del medium unico, che rimbomba «l’informazione è cosa seria», affidata ai «professionisti dell’informazione» – professionisti (ma di basso livello) sí, però della disinformazione, deformazione, manipolazione: anche rozze, dando i numeri e mistificando i dati, e ripetendo le stesse cose. E ti si dice, per esempio, “ci sono 30.000 morti!”, quindi «stai a casa», “è l’impegno civico di tutti” et similia: ma i decessi sono 17.000, nel complesso non sono per niente di coronavirus e solo una minima percentuale vi è attribuita (ripeto: attribuita), siamo precisamente come (lo ripeto ancora) nelle (cosiddette) «influenze» annuali. E si esaltano medici e infermieri come «eroi», quando si dice che “le cure specifiche non esistono” e mentre gli alambiccamenti medicali vari sono piú che discutibili, e ventilatori e caschi respiratori sono a loro volta, insieme alla mostruosità dell’isolamento in «terapia intensiva», causa di decessi, specie degli anziani. E si esaltano come eroi i vari sbirri messi in giro a imporre con protervia le vessatorie “misure” governative.

Alla “gente” non importa: non sa e non vuole sapere. E quanti girano – per ciò che è permesso – con il cencio o il piú complesso prognato della mascherina! Mancano tuta, berretto e guanti da chirurgo in sala operatoria (ma qualcuno improvvisa qualcosa con felpe e palandrane), ma ci si vuol sentire asettici, senza capire che dopo l’intervento tutto l’apparato viene buttato allo smaltimento. E senza voler capire che quell’affare su bocca e naso può ostacolare (non fermare del tutto) gocce di vapore con elementi eventualmente contenenti il virus solo se qualcuno designato «malato» viene a starnutirti, tossirti e sputacchiarti sul muso (non a distanza di uno o due metri!), e, per il resto, è come ritenere che un’inferriata fermi i moscerini – la mascherina non serve a niente, se non a dare problemi al respiro, oltre che alla parola (ma questa conta poco: tanto si spappagalla le scemenze rimbombate). Perciò, chi gira con la mascherina si auto-certifica come povero schiavo imbecille, contento di questo amuleto, e qualcuno grida contro chi, un po’ non-demente, non l’ha cercata, non ce l’ha, non se la mette. Ma l’auto-certificazione non basta, si vuole la certificazione: cosí palloni gonfiati alias “governatori” (Fontana, Zaia, Rossi e altri) con lo zampettare zelante di altri palloncini aliassindaci vogliono che tutti abbiano la mascherina. Non basta: tutta la gang (sempre termine scientifico: governo, “governatori”, sindaci) macchina di fare a tutti «tamponi» (che, concedendo ma non ammettendo la terribilità del virus, sono inaffidabili) e – in base a quanto dichiara quella che si è dimostrata una banda di delinquenti, l’Organizzazione mondiale della sanità (interconnessa alla Big Pharma) – vuole “indagare” nelle famiglie e sequestrare i (presunti) “infetti”.

Dunque (l’ho scritto, ma è bene ripeterlo): surrettizio «stato di emergenza», esperimento di ingegneria sociale (stravolgimento dei modi di vita e lavoro), instaurazione dello status di regime, “messa in forma” della popolazione…vanno insieme. Sorretti dalla massa della plebe (ricca, media, povera che sia) – non popolo, che è ben altra cosa –, che, nella servile idea malsana di difendere cosí la «nuda vita» (lo ripeto, con Aspen), accetta zelante la distruzione di ogni pur modesta condizione civile (economica, politica, sociale, culturale), duramente conquistata. E si accetterà di farsi ridurre “all’osso” e di sottoscrivere un infeudamento debitorio (con Ue e «mercati»), rovinoso per sempre. E quelli che si levano a contrastare questo infame attentato si contano sulle punte delle dita, anche fra i vari “critici” che operano “in rete”, e parlano…d’altro. Ripeto: ne prendo atto. Perciò, vediamo chi sono i pochi con cui si può incominciare a organizzare ciò che occorre: la resistenza.

MM

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