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FUORI DALLA MATRIX – DEL COVID E NON SOLO

Riprendiamo l’immagine dalla prima parte del (primo) film Matrix (noto e ritrasmesso piú volte su qualche canale tv), già usata da Francesco Amodeo nel titolo del suo libro, La Matrix europea, in cui smantella con dati e argomenti inoppugnabili la “realtà” Ue-euro imposta da élites globaliste e oligarchie europee interconnesse. E l’immagine della Matrix come “realtà”, a base informatica, fittizia ma nel contempo agente e “performante”, serve anche mostrare che cos’è stata ed è l’epidemia da virus Sars 2-Covid-19, o Coronavirus, nel mondo e in Italia. Ma centriamoci sul nostro paese.

La Matrix dell’epidemia.  L’allarme-epidemia viene fatto scattare dall’area di Bergamo il 31 gennaio con lo «stato di emergenza» proclamato dal governo Conte-bis fino al 31 luglio. La gestione è rimessa ai Dpcm governativi dalla maggioranza pressoché assoluta dal parlamento (solo due i voti contrari alla Camera: la Cunial e Sgarbi): è «guerra al Coronavirus». Sono formati appositi «comitati» – tecnico-scientifico, per il rilancio dopo la «guerra », contro le Fake News, con personaggi scelti ad hoc quali Benelli, Arcuri, Burioni, Ricciardi, Colao, Puente e altri ancora – e si procede al Lockdown (altro dei termini anglici ormai come d’obbligo): tutta l’Italia è posta in «zona rossa», chiusura di attività e spostamenti (esclusa l’inevitabile sussistenza), mascherina (fin sopra il naso e con occhiali), distanziamento sociale e divieto di assembramento. Medici e infermieri sono mobilitati in reparti-Covid; tutti i media (tv e stampa) martellano su contagi e decessi, con dovizia spettacolare di moribondi e file di bare; le forze dell’ordine si dispiegano zelanti a imporre le misure (con multe a vecchiette, uso di droni di sorveglianza, inseguimento di isolati su qualche spiaggia, addirittura un T.s.o. imposto al giovanotto Dario Musso che protestava da solo in macchina); si vara l’App-immuni per i phone onde “scoprire contagi” (non scopre nulla, li crea). Segue un certo allentamento delle misure ma con parziale proseguimento del Lockdown (mascherine nei locali, distanziamento e no assembramento), ribadito fino al 31 luglio, mentre il governo, dopo aver sostenuto a chiacchiere, e nei fatti poco e male o per niente, i tanti senza reddito o in difficoltà (deficitario su cassa integrazione e partite Iva, nonché sulle piccole imprese, da cui però pretende le tasse, come da tutti), e aver contrattato nell’Ue per l’aiuto di fronte alla crisi – provocata dalla chiusura delle attività di tanti mesi –, arriva il 21 luglio a strombazzare la «svolta storica» (cosí Conte) per (presunti) € 209 miliardi. Ma governo & co. rimbomba che il Coronavirus è sempre attivo, si getta sulla fola degli «asintomatici» (hanno il Covid e non sono malati, ma si ciarla che lo trasmettano) e, mentre i media inventano «nuovi focolai» per sostenere il prosequio delle misure, punta a screening di massa (con inaffidabili tamponi e analisi seriologiche) e ad ammannire a tutta la popolazione un vaccino (truffaldino e nocivo) – poiché, afferma, il Covid ri-esploderà in autunno. Perciò il Conte-bis, già espressosi due volte per lo «stato di emergenza» fino al 31 dicembre, poi fino al 31 ottobre, proroga lo «stato di emergenza» senza emergenza almeno al 15 ottobre: non intende lasciar cadere questo costrutto, tanto utile al piano. E si insiste, «niente sarà come prima!»: si va a una «nuova normalità».

Ecco la Matrix dell’epidemia, costruita dal governo, con i suoi «comitati», il concorso della maggioranza parlamentare, il collaborazionismo dell’opposizione. E la Matrix che ha funzionato: quasi tutti ripetono convinti “il virus c’è!” con occhi accesi persi nel vuoto o come assodato dato di fatto, il che è vero in quanto abbiamo miliardi di virus (nome pregiudiziale: veleno) o esomeri (nome non terrifico, perciò non usato) nella normalità dell’organismo, però, e invece, si intende che «stato di emergenza» e misure sono stati indispensabili, e continuano a esserlo – e tanti, benché l’obbligo all’aperto non ci sia piú, girano sempre con la mascherina, perfino in bici, scooter, moto, da soli in auto, in campagna, nei boschi, sulla spiaggia, mentre l’uso è ancora imposto nei locali, con distanziamento e no assembramento, pena multe e addirittura chiusura; né sono pochi quelli che rinunciano a vacanze al mare o in montagna perché “c’è il contagio”; né mancano quelli che spappagallano i discorsi sentiti dal medico di turno o riportano rumores tipo “l’amico dello zio di mio cognato ha preso il virus ed è morto o è rimasto scemo”, a confermare se stessi della loro immersione nella Matrix dell’epidemia, aspettando il vaccino (fatto credere salvifico).

La «pillola rossa».  Tuttavia, in questa Matrix (come in quella del film) si sono determinati dubbi, discrasie, contraddizioni. E le opposizioni si sono via via levate da parte sia di scienziati e medici, sia di avvocati e giuristi, sia di economisti e politici (ben pochi quelli “istituzionali”, non pochi quelli extra), nonché di comparti della popolazione – e sono in aumento. E riprendiamo l’immagine ancora dal film citato: a chi aveva maturato sospetti, gli attivisti contrari ponevano la scelta fra due pillole: «pillola blu» per affogare ogni scetticismo e affondare in tale “realtà”; «pillola rossa» per rompere la cappa e calarsi nella realtà vera. Tale immagine è perfetta per la scelta che si pone nel presente. E l’assunzione della «pillola rossa» si sta diffondendo.

Infatti – lasciando qui perdere la questione se il virus sia stato costruito in laboratorio, ne sia sfuggito o rilasciato intenzionalmente (verrà specificamente indagata, però non muta la ricostruzione) –, è ormai chiaro che l’epidemia, anzi pandemia, insorta dalla città di Wuhan in Cina, è stata dichiarata dall’Oms – altra faccia degli “interessi” della Big Pharma e della «comunità scientifica» connessa –, e organizzata e voluta dalle élites globaliste (quali? Le centrali sono note: Bilderberg, Trilateral, I Trenta, Rockefeller, Rotschild, Goldman Sachs, JP Morgan & Co. Soros, e altri centri intrecciati), con gli organismi internazionali da esse permeate, come appunto l’Oms, ma anche come l’Ue, nonché dalle oligarchie (politiche, economiche, sociali, culturali, mediatiche) a esse interconnesse. Ripeto: dichiarata, organizzata e voluta, come indicava fin dall’inizio un minimo di buon senso (sottratto all’attenebramento), come attestano le recenti dichiarazioni del presidente della Bielorussia sull’offerta-Oms di 950 milioni di dollari, se avesse adottato lo stesso Lockdown italico, e quelle analoghe del presidente del Madagascar, e come, a contrariis, è dimostrato platealmente, in Italia, dal festino alla masseria di Vespa, con Zingaretti e Zaia, e altri V.i.p., che se ne fottevano di mascherine, distanziamento, no assembramento, invece imposti a camerieri e inservienti: il costrutto serve per i subalterni, per la popolazione (ovviamente i media non dicono niente: ma è difficile oscurare tutti i social sulla «rete»). Comunque, ne è scattato il “colpo” scatenato a livello mondiale e assunto appieno in Italia dal governo Conte-bis, con le forze politiche di supporto e anche con quella che si è dimostrata una pseudo-opposizione – ennesima riprova che nell’italica politica istituita e costituita si ha solo l’«alternativa unica».

Il “colpo”  In un contesto globale che vede la (fase del modo di produzione capitalistico detta) «globalizzazione» in crisi – perché sempre piú distruttiva e ingestibile, per i contrasti che si levano, in maniera piú o meno chiara, ma crescente, da popoli e paesi, e per la contrapposizione di comparti delle stesse classi dominanti e dirigenti negli Stati, volte alla costruzione di un diverso assetto mondiale –, le élites globaliste puntano a (ri-)avere governi e Stati come “commessi” del loro controllo di tutto il pianeta e (re-)imporre il loro dominio: questo è il Nuovo Ordine Mondiale a cui mirano (che non è altro che il comando totale di un’iper-capitalismo retto da un pugno di persone); nel disegno si inserisce almeno il Deep State della Cina, volto all’espansionismo da “termiti” fatto di export e investimenti, di acquisizioni e sostituzioni.

Il terreno scelto per dispiegare tale piano – dopo la serie di allarmi lanciati per le “ondate” di (cosiddette) «influenze» dei due primi decenni del XXI sec., suite di tentativi finora falliti, ma preparatori del “terreno” (e delle vaccinazioni) – è stato in modo precipuo quello della sanità, utilizzando il paradigma dominante dello “scientismo” della medicina “convenzionale” e della farmacologia “organizzata”, istillato (e forzato) nelle schiere dei medici e interiorizzato come vulgata nella mente dei piú: “c’è il virus” che ti contagia, ti ammala, mette a rischio la tua vita, per cui …”. E in Italia, governo & accoliti si sono distinti nell’adottare e applicare tale piano lanciato a livello mondiale.

La realtà vera emerge.  Sul piano mondiale come su quello nazionale – nonostante «il porto delle nebbie» dei numeri falsati di contagi e decessi, dei dati di malati e deceduti, in cui si ometteva scandalosalmente il fatto che vi fossero quattro, tre, due, una patologie “altre” e gravi, delle analisi presunte, parziali, contrastanti –, si è venuto dimostrando che non c’è stato niente altro e niente di piú del numero usuale (e addirittura minore) di malati e morti, anche ponendoci le annuali (cosiddette) «influenze», ossia quel numero che si ha tutti gli anni, mesi, settimane, giorni – perché si nasce e si muore tutti i giorni. E in Italia, grazie a medici che hanno avuto il coraggio di non ottemperare ai «protocolli» della Sanità – che «consigliavano» di non compiere autopsie e di curare le polmoniti per quanto si poteva, mentre bloccavano ogni operazione delle pompe funebri “per impedire il contagio”, donde le cremazioni con tanto di mobilitazione dell’esercito –, e grazie a scienziati degni di questo nome, si è capito che si trattavano come polmoniti interstiziali delle tromboembolie, per cui le “cure” dei «protocolli», con intubamenti, erano errate e letali, mentre erano note ed efficaci le cure delle tromboembolie. Ed era ovvio rilevare che con il deceduto muore anche ogni virus, né ci può essere alcun contagio. E si sono levati medici e scienziati – personalità come Montanari, Rainò, Tarro, De Donno, Bacco, Zangrillo, Franchi e tanti altri ancora, di cui l’elenco sarebbe troppo lungo (vedi per esempio Speciani e gli oltre 800 medici riuniti nella «Medicina di segnale») – contro le misure governative e la stessa attendibilità dei personaggi assunti nei «comitati» istituiti dal governo, e contro i «protocolli» della Sanità (tanto che, per esempio, il dott. Bacco accusa i medici “intubatori” di omicidio). E hanno dimostrato che la mascherina è assurda – estensione insensata di un presidio medico-chirurgico valido per sale operatorie (tenute a bassa temperatura, con mascherine a tutela del paziente e cambiate in continuazione, e subito poi smaltite insieme a guanti, cuffie e tute), non come risibile inferriata contro moscerini (questo è il rapporto con i virus) e brodo di coltura per ogni “mascherato” di germi e batteri – nonché nociva: ostacola la respirazione facendo re-inspirare l’anidride carbonica emessa, danneggiando la corretta ossigenazione. Che ancora piú dannosa è la chiusura in casa, anche sul piano fisico oltre che psichico: occorrono movimento, aria aperta, sole. Che tamponi e analisi seriologiche sono solo mezzi incerti di ricerca scientifica, ma come individuazione di contagi sono del tutto inaffidabili, e solo strumentali a ciò che si vorrebbe attestare. Che i cosiddetti «asintomatici» hanno, forse, in se stessi il virus (che è, come tutti i virus, un “pezzo” inerte di codice genetico, Dna o Rna), ma questo è stato “composto” nella normalità del loro organismo, perciò non contagiano di nulla nessuno. Che il vaccino è privo di senso – come e piú di quanto lo siano quelli antinfluenzali in genere –, perché il Coronavirus è di quella “famiglia” che compare con il raffreddore (a cui non c’è né immunità, né vaccino), è costantemente mutageno, né è ben identificata la variante che dovrebbe essere oggetto di tale vaccino – che sarebbe sicuramente una truffa e soltanto dannoso. E infine hanno detto e provato che, comunque, ogni carica virale adesso o è decaduta, o è del tutto scomparsa, per cui – come ci si poteva e doveva aspettare – ora non c’è niente, al di là dell’usuale serie di patologie (peraltro trascurate nella bufera-Covid).

Se vi fosse quell’onestà e cura della salute sbandierate dal Conte-bis & co. (per costruire la Matrix), si sarebbe dovuto aprire e condurre un ampio dibattito pubblico, invece di far straparlare personaggi chiaramente prezzolati per lo scopo voluto, come si dovrebbe trattare delle correnti di pensiero della medicina – non del piatto “scientismo” che non ha che fare con scienza e scienziati, anzi vi si oppone –, per cui non c’è solo la concezione dei virus o esomeri e batteri come causa di malattie, ma anche quella per cui batteri e virus o esomeri sono organici al nostro organismo e accompagnano i processi detti malattie, dovuti ad altre cause e da seguire altrimenti.

Lo scontro in corso.  Insomma, le pretese e decisioni di governo & accoliti non hanno fondamenta né scientifiche né reali, sono errate e perniciose – come le mascherine –, e solo manipolative e strumentali. Ma sono state assunte e vi si insiste. I motivi? Perché si situano in ciò che si è venuto stagliando con chiarezza: lo scontro in corso.

Da un lato, le indicate forze che hanno condotto il “colpo”, terrificando le masse popolari, mirando ad averle prone e consenzienti al loro annientamento in quanto società – da mettere in luce come siano essenziali al disegno precisamente il distanziamento sociale e il divieto di assembramento: lo scopo è di far assimilare la psicosi del “prossimo come untore”, impedire reattività di massa e, in particolare, manifestazioni, e, rispetto ai recalcitranti, fare intervenire attivamente le forze di polizia. Il fine è promuovere e sviluppare l’«atomizzazione» della società, e assuefare a essa (individui isolati, al piú in piccoli nuclei familiari o di amici) – e il “marchio” ben preciso ne è la mascherina: infamia assunta in (presunta) difesa di un’esistenza ridotta a miserabili condizioni di neo-schiavi.

Dall’altro lato, le forze, che vanno da parte delle classi dirigenti – gli Usa di Trump e la Russia di Putin in vetta, ma anche settori di altri Stati – a comparti di classi popolari, in lotta contro il disegno delle élites globaliste, combinato con le “operazioni” della Cina (dove, a ogni modo, il pieno controllo della popolazione è ampiamente già avanzato, e da tempo).

Va compreso che questa è una vera e propria guerra, di tipo del tutto nuovo, che si articola a livello verticale e orizzontale sul piano globale. Aut aut: o nuovo ordine mondiale delle élites & alleati, o nuovo assetto, “altro”, da costruire.

Ma precisamente su lato delle élites globaliste si pongono in Italia il governo, gli accoliti, i collaborazionisti, i complici. Infatti, nel nostro paese non c’è stata né c’è nessuna epidemia, tantomeno pandemia – i luoghi di particolare incidenza di malati e deceduti (zone di Bergamo e dintorni in Lombardia, qualcosa in Emilia Romagna) sono dovuti a cause non ufficialmente indagate (andrebbero almeno considerate le concentrazioni di inquinamento che già da tempo provocavano quei processi detti polmoniti, le ricadute nocive delle tante vaccinazioni di massa ripetute e insistite, l’estensione del dannoso inquinamento elettro-magnetico, già in atto e potenziato dall’istallazione dei 5G), accentuate, qui come ovunque, da allarmi intenzionali e “cure” errate, perniciose e letali.

Obiettivo della psico-epidemia.  Quella che c’è stata e che si intende continuare a sostenere è una epidemia finta, ma vera in quanto imposta come psico-epidemiamediatica, sanitaria, repressiva, censoria: come si è detto, una Matrix. In piena linea con il disegno dispiegato a livello mondiale e attuato in Italia con quello che è stato un colpo di Stato – che ha violato, nei fatti indiscutibili, garanzie e diritti sanciti dalla Costituzione, e quindi la legalità –, mascherato da «stato di emergenza».

Il fine: instaurare un controllo completo della popolazione, schiacciandola nell’abiezione delle misure interiorizzate (a ciò serve anche puntare a eliminare il contante, con la menzogna della «lotta all’evasione», come se la massiccia evasione non avvenisse proprio con moneta virtuale, paradisi fiscali, sedi all’estero, trasferimenti, mentre si mira a controllare tutti, a mettere in ulteriori difficoltà o l’idraulico, o l’elettricista, aut similes, e a creare altri contrasti nella popolazione), e a svuotare le istituzioni, con il parlamento ormai ridotto a una congrega di yes-men/-women (per cui va bene anche ridurre il numero dei «rappresentanti», sempre con la balla della «riduzione dei costi della politica», e perché allora solo 400 e 200? Tanto varrebbe, per esempio, 100 e 50, o 10 e 5 …), assorbendo tutta la decisionalità nel governo & suoi «comitati».

Ma, va ricordato, nell’emersione della realtà vera, anche in questo campo non mancano le ormai decine di migliaia di denunce presentate da oltre mille avvocati contro il governo Conte-bis.

Altro interconnesso obiettivo.  Tuttavia, alla base del golpe mascherato e del controllo, c’è un altro annesso fine, l’altra faccia della medaglia, a cui golpe e controllo sono funzionali: bloccando il paese per quattro mesi con paralitica riapertura per altri due, si è attuata un’avanzata e profonda devastazione economica, oltre che socio-culturale – le perdite di Pil sono pesanti, il calcolo è stato inizialmente trattato con noncuranza da governo e suoi esponenti, ma è adesso riconosciuto come assestato su circa il 12%, secondo stime Ocse, al che va aggiunta la non-ripresa, o rallentata, o comunque difficoltosa, di quel tessuto di piccola e piccolissima impresa che, in tutti i campi, è quello vitale della produzione e occupazione in Italia (io ritengo che la perdita sia da calcolare, e questo forse già per difetto, in almeno circa € 100 miliardi al mese, e che le perdite sul Pil salgano verso il 15% circa). A che cosa si mira? All’infeudamento totale (dal piano politico a quello debitorio, con svendite residue di pezzi del tessuto produttivo italiano) all’Ue, alle élites globaliste, alla Cina.

Il che è in via di realizzazione, con i (presunti: per ora sono solo stati detti, non scritti) € 209 miliardi del Recovery Fund – una forma diversa del Mes (contro cui sbraitavano i 5S), ma affine –, miliardi di cui, però, parte organica sono quelli che l’Italia (contributrice netta all’Ue) ha versato e continua a versare, per cui ne arriveranno solo (e sempre presunti) € 127 miliardi, dati a prestito e su cui pagare gli interessi, e solo dalla primavera del 2021, e soltanto tranche per tranche fino al 2025, e soprattutto con «condizioni» precise su finalità e modalità del loro utilizzo (compaiono il New Green Deal del business-operazione Greta e la digitalizzazione=5G, insieme a ri-strozzatura sulle pensioni e florilegio di altre tasse), pena la chiusura delle erogazioni – e ora si riprende anche il Mes (cessati gli sbraiti “stellati”?) insieme allo «scostamento (ulteriormente debitorio) di bilancio»: l’Italia sotto comando delle forze indicate, con sovranità del paese in completa evaporazione.

Perché tale accanimento?  Si vede bene che cosa sia il trionfalismo pomposo di Conte, del governo, delle sue forze costitutive, ma anche della certa recente moderazione critica (sui fondi dall’Ue) della pseudo-opposizione, per non dire della grancassa dei media. È evidente che non c’è alcuna erogazione da parte della Bce (il che avrebbe pur avuto un qualche senso, non di Recovery Fund, ma di Recovery Plan), ma solo un ulteriore e disastroso indebitamento. Peraltro del tutto inefficace: con una perdita di circa almeno € 6-700 miliardi, un piano serio avrebbe dovuto mirare a questo, anche al di là della Bce e di come questa operi, con auto-finanziamento interno al paese (non è una novità: piano mirato di deficit spending). Si accetta di far “evaporare”, anzi vi si vuole andati dritti, ogni realtà di quella che fu l’Italia, con ri-proposizione di una para-Troika, piena apertura alle élites, e alla Cina (segnata in particolare dal “via libera” ai 5G, a tecnologia cinese).

Quale la causa di tale accanimento di questi “commessi” nostrali di “altrui”? È vero che siamo dentro una guerra di tipo nuovo, e che governo & accoliti stanno dalla parte delle élites, dell’Ue, della Cina, ma perché questa cosí decisa determinazione? Ebbene, risiede nel fatto che l’Italia, cosí colma di storia, cultura e potenzialità, posta centro del Mediterraneo e situata come cerniera con l’Europa, è collocata nel crocevia del mondo: dunque il suo controllo è primaria posta in gioco.

«Delinquenti, criminali» – riferito al Conte-bis & accoliti e suoi «comitati», e a collaborazionisti e complici: è una citazione (Sara Cunial, S. Croce, Firenze, 20 giugno 2020), e si può solo concordare. Con l’aggiunta conseguente: traditori, del popolo e della nazione. E di piú, ecco i veri “untori”, che, oltre a varare e imporre cure sballate e nocive, hanno ingenerato un’effettiva malattia mentale: uno status psicotico, che getta nell’abiezione ampia parte della popolazione.

Opposizione e disjecta membra.  Qualcosa è vero c’è nell’affermazione che «niente sarà piú come prima». Ribadiamolo: o dominio delle élites globaliste & alleati, ossia il (cosiddetto) nuovo ordine mondiale, ovvero l’ipercapitalismo totalizzante, o rottura di questo dominio e nuovo assetto, multipolare, con controllo degli Stati, con aperture potenziali verso “altro” e “oltre” – perciò, ripeto, la battaglia in Italia è cosí importante, sul piano nazionale e nel contempo di valenza internazionale.

Una minoranza di italiani ha compreso che cosa sia l’epidemia Covid-19 e quali ne siano i veri obiettivi. Una minoranza, certo, ma sono le minoranze che fanno “le cose”. E un’opposizione si leva. Solo che si presenta, finora, in disjecta membra: c’è chi si centra sull’opposizione all’Ue-euro e indebitamento, e rimanda anche al supporto apertamente dichiarato da Trump (anche se non appare un rapporto analogo con Putin, o almeno non risulta), ed è già stata dichiarata da Paragone la costituzione del partito dell’Italexit, che pare poter essere il “pezzo” dell’opposizione piú consistente, e che dovrebbe comunque porre al centro del dibattito politico la fuoriuscita da Ue-euro, ma non denuncia l’operazione-epidemia, anzi accoglie lo «stato di emergenza», pur criticandone eccessi ed errori. C’è un altro partito, costituito in precedenza, Vox Italia, che a sua volta punta contro l’Ue-euro, insiste per la liberazione da ogni ingerenza, ma anch’esso non pare denunciare l’operazione-epidemia, pur criticandone non solo eccessi ed errori, ma anche la violazione di Costituzione e legalità. Ci sono i gilet arancioni di Pappalardo, rispetto a cui tutti gli altri stanno in silenzio e/o prendono le distanze, e poco ne considerano il “capo”, che attacca tutto, operazione-epidemia, indebitamento, Ue-euro, ma che, oltre a rapporti (pare) stabiliti con almeno parte dei gilets jaunes francesi, pensa di risolvere tutto qui e alla svelta, puntando su manifestazioni e un progetto para-gaullista (presidenzialismo, tecnici al governo, solo 200 parlamentari). C’è lo R2020 della Cunial, Barillari, Catalano, Scardovelli, Micalizzi e altri, che organizza «fuochi» di resistenza di lungo periodo, diffusi sul territorio, contro le manovre e misure del governo, ma non risulta come primaria la decisa posizione anti-Ue-euro e la sovranità è riportata a «sovranità individuale» (e a monete parallele locali). C’è il Movimento 3V («Vaccini Vogliamo Verità») che si centra sulla libertà di cura e di curare da parte dei medici, contro ogni obbligo di vaccino, per la tutela dei genitori nell’esercizio del loro ruolo, per la verità su moneta, 5G, e con studi indipendenti, e cosí via, ma anche qui non risulta una primaria e decisa posizione anti-Ue-euro. E ci sono altri gruppi, anche nazionali, regionali, locali – come, da noi, il Patto per la Toscana, che fa proprie una serie di posizioni indicate, ma si centra in primo luogo sullo sviluppo delle autonomie locali –, gruppi con posizioni differenziate.

Dunque – al di là del fatto che tutti questi “pezzi” sono anti-governo e forze connesse, e anche anti-pseudo-opposizione (però questo in forme e accezioni che sembrano differenziate), e che è necessario che la presente «classe dirigente» con partiti al seguito vada spazzata via, senza appello –, io ritengo che non si colga, o non ancora, o non in maniera adeguata, sia la condizione di epicentro di una guerra globale di tipo nuovo in cui si trova l’Italia, sia l’esigenza di connettere insieme tutti i “nodi”, senza premere sull’uno mettendo in secondo piano od omettendo l’altro.

Il Fronte.  La proposta che penso occorra è di costruire il Fronte di Liberazione Nazionale. Uso non a caso questa denominazione, che rimanda – comunque, e quanto, e su che, si voglia discettare in merito – alla pagina piú luminosa della storia d’Italia del Novecento. Perché di liberazione si tratta: dalle élites globaliste & alleati, dal (cosiddetto) nuovo ordine mondiale, dall’Ue-euro, dalla presenza della Cina, e dai “commessi” e servi interni. Perciò si dovrebbe superare la dispersione – dei vari social critici, delle iniziative parziali, delle manifestazioni insufficienti, delle ancora disjecta membra dell’opposizione – e riunire tutte le forze su pochi, ma fondanti, “punti” programmatici, che provo a sintetizzare all’estremo: 1) abbattimento di golpe e mire del governo – e “sanificazione” da costoro & accoliti, collaborazionisti, complici; 2) effettiva indipendenza autonoma dell’Italia, riacquistare la sovranità (con tanto di blocco di quel flusso migratorio voluto dalle forze della «globalizzazione») – è essenziale usare l’interesse a tale autonomia degli Usa di Trump, ma anche della Russia di Putin (concorrendo a spingerla a porre in secondo piano gli accordi con la Cina, a cui è stata costretta), onde bilanciarsi fattivamente da ogni “incombenza altrui” (accordi da pari a pari); 3) Italexit da Ue-euro, massiccia spesa in deficit auto-finanziata, ri-statalizzando Bankitalia e istituti necessari, per un vasto e mirato piano produttivo (in tutti i campi, dalla ricerca all’agro-alimentare), a sua volta protetto; 4) profonde “ristrutturazioni” – affermazione netta della sovranità del popolo (prótos o démos: senza ostacoli) per un “sistema” di vera democrazia (a cui si connette ogni libertà di scelta), smantellamento del Deep State, “rivisitando” a fondo gli “apparati”, compreso quello medico-sanitario (imponendo la totale libertà di cura e di curare «secondo scienza e coscienza», eliminando lo “scientismo” funzionale al capitale transnazionale, per recuperare l’idea antica di scienza come ricerca continua e aperta, e controllare l’ordine dei medici “sanificando”, anche questo, dal conflitto di interessi rispetto alle élites mondiali e case farmaceutiche), quello scolastico (facendo riemergere la vera trasmissione di un sapere inteso come ricerca, elaborazione, creazione scientifica, umanistica, culturale), quello mediatico (da rendere effettivo servizio, basato su un’effettiva deontologia giornalistica, e non fatto di strumenti in mano a élites, lobbies, centri di potere e di condizionamento).

Il Fronte dovrebbe essere concepito trasversale e aperto – a gruppi e forze formali e informali, e a singole persone –, strutturato – dai Comitati locali a quelli regionali, alla direzione centrale –, e supportato dai social critici (a cui chiedere l’adesione) per organizzare la massima comunicazione. Continuare nella dispersione – per protagonismo, settarismo, puntigliosità – equivale ad andare, sapendolo, quantomeno all’inefficacia o scarsa efficacia (con rischi, in caso di pervenire nelle assemblee elettive, di finire per cadere – nella ricerca di una qualche efficacia – nel vischioso e insabbiante “gioco” della politica ufficiale). Ma è probabile che tale processo debba ancora dispiegarsi, con contraddizioni e problematiche connesse, affinché queste minoranze, pur decise e combattive, elaborino il bisogno di compattarsi, onde ottenere quello “sfondamento” che è necessario, dopo lo scivolamento devastante nel degrado su tutti i piani del nostro popolo e paese, da oltre trent’anni.

Concludo, rilevando che anche i miei «venticinque lettori» (ma cosí forse sono già ottimista) di manzoniana memoria, e altri che possano per caso vedere il presente intervento, avranno di che giudicarlo “complottista”, o dissentirne in tutto o in parte, o restare scettici e prenderne le distanze, o comunque (e sarebbe già utile) discutere. Ed è giusto discutere di tutto, no a qualsiasi forma di censura – del resto, c’è chi sostiene il Pd, chi la terra piatta, chi apprezza i 5S a prescindere, chi scopre i misteri delle piramidi, chi si abbevera alla D’Urso o a Mentana, chi è per la sinistra contro Salvini o viceversa, chi rivela i rettiliani fra noi, chi è convinto della vulgata medica, chi è fan di Conte, chi sostiene l’integrità di tutti i magistrati, chi è con il Black Lives Matter pro Deep State Usa e Clinton-Obama-Biden, chi è comunque no borders, chi respinge come “negazionismo” ogni critica all’operazione-Covid, chi vuole l’educazione gender già nelle elementari, chi si crede saggio attestandosi su un conformismo perbenista condito da qualche critica di contorno, chi è entusiasta del monopattino elettrico a costo agevolato, chi si allarma per la povera piccola Italia in rovina se senza l’Ue … E sí, il mondo è brutto, ma nel contempo è anche bello, perché tanto vario – e soprattutto perché ancora sempre il comico accompagna il tragico.

In anteprima da https://www.ilponterivista.com/

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