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LA SITUAZIONE È GRAVE MA NON SERIA

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«La situazione è grave ma non seria», scandiva dall’Eiar (la Rai di allora), dopo lo sbarco anglo-americano in Sicilia nel ’43, una voce stentorea, mimando come sempre la decisionalita maschia e volitiva, voluta dal regime fascista. La frase è famosa come esempio di umorismo nero, involontario e perciò ancora piú comico. E la frase derisoria, da sentire proferita con il diverso tono «politicamente corretto» attuale – contrito, pensoso, meditante – si adatta appieno alla situazione presente. Vediamo l’equivalente moderno di Eiar e suoi messaggi – media e messaggi molto piú estesi e martellanti, ma equivalenti, e anch’essi per conto dell’attuale regime, oligarchico liberale.

Pericolo terrorismo, panico cittadino, città blindate, nessuno è sicuro, ma … tranquilli, l’intelligence è all’opera, la polizia è mobilitata, e anche l’esercito: non permettete ai terroristi di cambiarvi la vita – dunque, intanto si fa al meglio, e voi rischiate pure di farvi ammazzare a caso.

Non prendetevela con Islam e islamici, non consegnateli al terrorismo, c’è l’Islam vero, non quello falso, che poi Islam non è, o sí, o un po’ no e un po’ sí, ma estremista … Ed eccole le manifestazioni dell’Islam buono, «non nel mio nome» (rigorosamente in anglico): poca gente, un po’ di uomini con stracci, cappellini e turbanti, un po’ di donne imbacuccate sul consueto “stile Befana”, alcuni imam («guide spirituali») richiedenti piú moschee, e i restanti, italiani progressisti, pacifisti, anime belle, e tutti a chiedere piú rispetto per l’Islam – e testi come quello dell’imam Elzir, fatto circolare ma neanche sottoscritto dagli altri imam, fa discorsi vacui, senza condanna dei fondamentalisti, di pura auto-tutela, e le dichiarazioni che emergono, per cui quello dell’Isis è l’Islam vero, poiché coerente e conseguente, e le minacce, per cui “italiani state buoni e la sciateci fare, se no sarà peggio”, vengono messe da parte: sono “cose” particolari.

Si accenna a varie cause per cui i fondamentalisti, estremisti, fanatici (varie le denominazioni) dell’Isis ci attaccano e per cui l’Isis è polo di attrazione per islamici europei (anche di seconda e terza generazione) … ma queste cause restano buttale lí, in un oscuro sottofondo, non vengono mai esplicitate, a parte accenni parziali e questioni isolate, né, in fondo e infine, ci devono interessare piú che tanto – ossia, le basi della situazione presente restano invariate.

Siamo in guerra? Per Hollande sí, per Renzi no, per altri non si sa, non è chiaro – e che si vuol fare come Putin (zar-dittatore) che sostiene Assad (dittatore)? Certo, sta colpendo l’Isis in Siria e Iraq, ma è bene non fidarsi … E giú a sentire gli sproloqui di Obama, e a rammaricarsi sul fatto che l’Ue non ha una sua politica – insomma, intanto tuteliamoci come si può, poi si vedrà.

Ristabiliamo le frontiere? Ma no! Ma sí, ha detto l’Ue, almeno come controlli. E allora … ma non rinunciamo all’accoglienza, ai nostri valori, cosí come ribadiamo il nostro modo di vivere, i terroristi-fondamentalisti-estremisti non prevarranno … Insomma, continuiamo come sempre, nel quadro dato, “qualcuno farà qualcosa” e la “cosa” prima o poi si risolverà – ossia il quadro della dissennata «globalizzazione» (guerra guerreggiata e guerra economica, liberalismo dissennato, «strategia del caos» di Usa e potenze maggiori alleate), che incide non solo all’esterno ma anche all’interno di ogni paese, che devasta le condizioni di lavoro, di esistenza e di pensiero (che non sono certo risolte dal consumo e dall’intrattenimento, né costituiscono alcuna efficace «integrazione» degli islamici), quadro in cui è sorto e stato fatto sorgere e si situa l’Isis, non emerge affatto, né tantomeno viene messo in discussione.

«La situazione è grave ma non seria», appunto. Confusione mentale, chiacchiere insensate, dai destri che “ci vanno giú duro”, a ciarle, come Gasparri che vuole la pena di morte per i kamikaze (si resuscitano per riammazzarli?), Salvini che dice di «espellere i clandestini» ma altri no, i destri estremi che vogliono “il duce”, i sinistri che non vogliono mutare alcunché, sperando che l’“emergenza” passi alla svelta, i sinistri estremi che svagolano su “mistificazioni”, pace comunque, e “parliamo d’altro”, e no a destra e a Salvini – e tutti d’accordo (nei fatti) con il pacifismo a spese altrui di Renzi & Co. (contando sui calcoli dell’Isis). E fallimento totale del vigente regime, oligarchico liberale, su tutti i piani – a suo tempo «la situazione è grave ma non seria» segnò lo sfascio del regime fascista, ma è troppo pensare che ora segni quello dell’attuale regime: ci vuol altro, e in primo luogo un po’ di gente che riesca a pensare.

MM

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