Nea Polis

CATASTROIKA

Guarda il CATASTROIKA (2012) documentario

Con l’invito a spegnere la televisione e lasciar spazio all’informazione alternativa, il documentario greco Catastroika sale in rete e tratta delle privatizzazioni cui la Grecia sarà sottoposta nel futuro immediato. I giornalisti Katerina Kitidi e Aris Chatzistefanou, sotto la supervisione scientifica dell’economista Leonidas Vatikiotis, sono forti della precedente esperienza di Debtocracy che, un anno fa, raccontò a più di un milione di spettatori in tutto il mondo, come le “cure” adottate per affrontare la crisi del debito sovrano della Grecia avrebbero portato, precise come un teorema pitagorico, alle conseguenze sociali e politiche odierne. Il termine “catastroika” fu usato per indicare gli effetti sulla società russa delle privatizzazioni; eppure, l’uso della parola ha una valenza particolare per la Grecia governata dalla troika di Fmi, Bce e Ue. E come tutti i beni pubblici della Ddr furono svenduti al momento dell’unificazione con la Germania, sotto la direzione della famigerata Treuhand (1990-1994), così anche in Grecia opera, dal giugno del 2011, la società per azioni “Cassa per la valorizzazione della proprietà privata dello Stato” (Taipd). Questa ha lo scopo di privatizzare beni servizi, beni mobili ed immobili, fra cui l’acqua e l’energia. Non sono, però, solo le esperienze di “privatizzazione totale” russa o tedesca, ma anche quelle di “privatizzazione parziale” inglese, italiana e californiana a costituire lo scenario di quello che succederà alla Grecia nei prossimi mesi. La produzione si è affidata, come per l’esperienza precedente di Dobtocracy sul crowdsourcing, un metodo che garantisce l’indipendenza del giornalista ma anche la libera distribuzione dei risultati dell’inchiesta.
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on l’invito a spegnere la televisione e lasciar spazio all’informazione alternativa, il documentario greco Catastroika sale in rete e tratta delle privatizzazioni cui la Grecia sarà sottoposta nel futuro immediato. I giornalisti Katerina Kitidi e Aris Chatzistefanou, sotto la supervisione scientifica dell’economista Leonidas Vatikiotis, sono forti della precedente esperienza di Debtocracy che, un anno fa, raccontò a più di un milione di spettatori in tutto il mondo, come le “cure” adottate per affrontare la crisi del debito sovrano della Grecia avrebbero portato, precise come un teorema pitagorico, alle conseguenze sociali e politiche odierne. Il termine “catastroika” fu usato per indicare gli effetti sulla società russa delle privatizzazioni; eppure, l’uso della parola ha una valenza particolare per la Grecia governata dalla troika di Fmi, Bce e Ue. E come tutti i beni pubblici della Ddr furono svenduti al momento dell’unificazione con la Germania, sotto la direzione della famigerata Treuhand (1990-1994), così anche in Grecia opera, dal giugno del 2011, la società per azioni “Cassa per la valorizzazione della proprietà privata dello Stato” (Taipd). Questa ha lo scopo di privatizzare beni servizi, beni mobili ed immobili, fra cui l’acqua e l’energia. Non sono, però, solo le esperienze di “privatizzazione totale” russa o tedesca, ma anche quelle di “privatizzazione parziale” inglese, italiana e californiana a costituire lo scenario di quello che succederà alla Grecia nei prossimi mesi. La produzione si è affidata, come per l’esperienza precedente di Dobtocracy sul crowdsourcing, un metodo che garantisce l’indipendenza del giornalista ma anche la libera distribuzione dei risultati dell’inchies
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