Nea Polis

INCONTRI DI FORMAZIONE ci incontriamo tutti i Lunedì alle 21 nei locali del Giardino Nidiaci

Ci incontriamo tutti i Lunedì alle 21 presso i locali del Giardino Nidiaci – Via dell’Ardiglione Firenze –

Premessa – da tenere presente

«Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati differenti», Albert Einstein. O non è quanto si fa nella franta galassia del movimento di opposizione-resistenza? (In Italia, ma certo non solo). Fino alle elezioni del 25.09. e post, si sono costituiti partiti e liste elettorali (con flop) (v.nota 1), o si è promosso il non-voto (anti-partiti e loro liste) (v.nota 2), e nel 2023 si ripete lo stesso “impianto”: partiti, propaganda, “il sistema si cambia dall’interno” nel rispetto della Costituzione violata; o no-partiti e sí-iniziative per pretendere il «ripristino della Costituzione» e/o il suo miglioramento, magari con nuovi strumenti popolari. La “politica” resta nello schema dato: elezioni-parlamento-governo. Insomma, proteste e denunce, agitazioni e manifestazioni, che servono al movimento: ma l’“impianto” è lo stesso, ed è difensivo – né fa a capire il “quadro” e la situazione in Italia. (v.nota 3)

Perché? Perché il movimento (circoscriviamoci all’Italia) è sorto in un “quadro” preciso, in opposizione e resistenza all’assunzione del “colpo” scatenato a livello mondiale da Davos (v.nota 4), da fine ’19-inizio ’20, che ha portato una guerra di tipo nuovo contro il nostro popolo e paese, ma sempre guerra e su tutti i piani – dall’uso di una falsa medicina distorta alla degenerazione della cultura nel suo insieme (sui versanti scientifico, umanistico, artistico) e della comunicazione di massa (i media: tv e stampa), alla devastazione del tessuto economico e sociale, ed etnico, fino a quello esistenziale e perfino antropico –, instaurando un regime, di tipo nuovo, con copertura di “pezzi”, stracciati e mistificati, della Costituzione e con il succedersi di giunte di gestione (dette «governi»), ma regime è, e neo-totalitario, che continua con le «emergenze» infinite (v.nota 5) verso l’«Agenda 2030», il Great Reset di Davos – in cui il nostro paese è volto a diventare una desolata piattaforma geo-strategica al centro del Mediterraneo al suo servizio. Ma le condizioni del “quadro” di tale “operazione” sono state poste da decenni: dal neoliberismo (v.nota 6) e l’autonomizzazione privatistica di Bankitalia alla svendita dei “pezzi forti” della produzione italiana e l’adesione a Ue-€, con l’abolizione delle (pur modeste) tutele e acquisizioni dei lavoratori; dalla centralizzazione delle decisioni in poche “teste” (piccole, ma subalterne ad “altrui”) di politicanti “di professione” all’“intreccio” delle oligarchie italiane con le estere, nello «stato critico permanente» dell’economia; dalla riduzione degli studi al conformismo ripetitivo di “dogmi altrui” al sistema di formazione divenuto «insegnamento dell’ignoranza », con i media sempre piú “conformi” (alla vulgata “ufficiale”) insieme al loro “stile” sensazionalistico e manipolatore. Cosí la distruzione di coscienza critica e strumenti analitici si è estesa, la cassazione di elaborazioni fondanti e pensatori fondamentali si è attuata, il vuoto di referenze necessarie ha segnato tutto il quadro – e se un po’ di “moneta buona” è sopravvissuta, si è diffusa tanta “moneta di legno”. Ebbene, il movimento sorto in tale contesto non ne poteva essere esente, e ne è segnato. 

Che cosa occorre?

Non ne sentirà l’esigenza chi ritiene che «la pratica val piú della grammatica» – ma la pratica del movimento è già proceduta, con scarsa «grammatica», e ha portato alla situazione attuale, in cui una certa “stasi”, e anche punte di reflusso, del movimento è poco discutibile. Perché? Perché (parafrasando un’antica citazione) «senza teoria adeguata non c’è movimento adeguato». Ed è pur vero che «vale piú il movimento reale di una mezza dozzina di programmi» (altra citazione), ma non si tratta di programmi (dozzine, nella galassia del movimento), bensí di teoria orientata sulla prassi, per promuovere il «movimento reale», adeguato a quanto si è “strutturato” in questi ultimi tre anni.

Domanda: quali le cause di fondo – organiche, strutturali – del “colpo” di Davos e della sua as-sunzione in Italia come regime? Abbiamo qualche “pezzo” di risposta, qua e là, nella galassia del movimento, non una risposta completa, né tantomeno diffusa e interiorizzata nel movimento stesso.

Infatti, la visione di massa piú corrente può essere sintetizzata sarcasticamente cosí: “tutto è opera di una banda di satanisti guidati da extraterrestri”, aut similes, o giú di lí – mentre si scatenano evasioni metafisiche o neo-metafisiche e, sotto la “neo-voce” «tutto va riscritto», le elucubrazioni piú strampalate, con tanto di scoperta (presunta) di vari “misteri” (presunti), lasciati come tali.

Il metodo scientifico, sia della scienza, sia della conoscenza nel complesso, colpito a morte da Davos & co., ha il suo riflesso, opposto ma complementare, nel movimento di opposizione-resistenza. Ed è dura da contrastare tale non-conoscenza, specie se si combina con il protagonismo di vari “scopritori” ed elucubratori, come sopra delineati (v.nota 7).

Tuttavia, occorre provarci: a fornire un insieme di strumenti concettuali (categorie) necessari per “afferrare” la realtà, cogliere le potenzialità e possibilità, far procedere il «movimento reale».

Proposta di incontri

Come? È difficile proporre «seminari» (come si facevano un tempo all’Università), ma incontri “a tema” si possono tenere – che sussumano dati e rilevazioni, per far emergere, appunto, i concetti (categorie) di fondo. Un programma – ma “di massima”, poiché soggetto alla conduzione degli incontri e a temi aggiuntivi che ne emergano – può essere indicato nella seguente estrema sintesi:

• il modo di produzione (inteso in senso “materiale” e “immateriale”) dell’economia politica (o ca-pitalismo), sue strutture fondanti, sua nascita e dispiegamento, sue tappe di sviluppo.

• I tre «assi» strutturali del modo di produzione, capitale, Stato, tecnologia, da esaminare ognuno in sé – quindi: – il capitale; – lo Stato; – la tecnologia – e nell’interrelazione ineludibile con gli altri.

• Il livello di iper-sviluppo raggiunto dal capitalismo e la sua situazione attuale di «stato critico permanente».

• Il “colpo” globale (WEF-NWO-Great Reset)e la sua assunzione in Italia – la messa in crisi-discussione di tutto e su tutti i piani, e quindi le risposte da dare/costruire su tutto e su tutti i piani.

• Il “colpo”-disegno in atto e quanto vi si oppone – le risposte che rimandano a ricostituire un “prima” della situazione attuale e del “colpo” globale (il che è “problematico”), e invece il ruolo di superamento che potrebbe avere un’adeguata risposta verso “altro” e “oltre” in Italia.

Se vi sono interessati sufficienti a condurre questa serie continuativa di incontri, si può procedere – considerandolo un inizio: certo, solo un “primo passo”, ma molto importante. 

NOTA 1 Di cui si incolpa chi non ha dato il voto, e nel contempo lo si nega con “è solo un inizio” e “poi andrà meglio”, e ci si 1 ri-pone, in maniera auto-referenziale – e contraddetta dalla “realtà delle cose” –, come “asse portante del movimento”.

NOTA 2 Da varie aggregazioni, con avversione a partiti e “partiticchi” visti come “strumentali”, prospettando efficaci iniziative successive, senza seguito.

NOTA 3 Senza comprendere, in particolare, che la Costituzione poneva la probabilità, dunque la possibilità, quindi l’effettualità (attuata da tempo) di essere usata per imporre il dominio dei gestori dello Stato, con sue “corti” e apparati.

NOTA 4 Ossia quel “centro” costituito dalle oligarchie globaliste, finanziarie, transnazionali e multinazionali, sbocco dell’iper-4capitalismo, con il loro WEF e NWO e la loro presa negli/sugli Stati dell’«anglosfera», Usa con la sua Nato, UK, Ue, oltre ad Australia e Nuova Zelanda, nonché Israele,e Giappone – i cui esponenti si ritrovano a Davos, donde il termine sintetico conglobante che si propone: Davos, e davosiani i loro agenti, seguaci, complici, collusi, collaborazionisti.

NOTA 5 Nel contempo fittizie e costruite: continuazione di pseudo-pandemia & intrugli venefici, inesistente «riscaldamento climatico» & devastante «transizione ecologica», «crisi energetica» per speculazioni e auto-lesive sanzioni alla Russia (che sta combattendo, in sostanza, contro Davos e davosiani), imposizione dei 5G in direzione dell’ID, con progetto di “microchippatura” generale (e «reddito universale» con contante abolito), «scie chimiche» per macchinare sul clima…

NOTA 6 Cosiddetto: è il liberalismo scatenato sul piano economico.

NOTA 7 E se affonda nella stupidità, già diffusa e tanto piú in quanto voluta da Davos & co. (e loro stessi vi sprofondano), che si è molto estesa – del resto, «due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. E non sono cosí sicuro per quanto riguarda l’universo», come ha detto Albert Einstein. 

MM

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