Nea Polis

LA FOSCA NOVELLA

Il vero complottista:

“Alcuni credono che noi facciamo parte di una cabala segreta… complottando con altri in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed economica globale più integrata – un solo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, io sono colpevole e fiero di esserlo.”

David Rockfeller, Memorie (2002)

Trascrizione di un documento audio registrato in due nastri nel 1988 dal dottor Lawrence Dunegan (1923 – 2004), pediatra. I due nastri furono integrati da un’intervista che Dunegan concesse il 10 ottobre del 1991 a Randy Engel, direttore della US Coalition for Life. Il materiale contiene un resoconto dell’incontro avvenuto il 20 marzo del 1969 fra studenti e pediatri, un convegno che si tenne alla Pittsburg Pediatric Society. Più esattamente, affronta il discorso pronunciato da uno dei relatori, il dottor Richard Day (1905 – 1989), professore di Pediatria presso la Mount Sinai Medical School di New York, che Dunegan conosceva personalmente per esserne stato allievo.

Il relatore esordì con una raccomandazione categorica e assolutamente inusuale per un relatore, cioè vietò espressamente di registrare o prendere appunti, e in premessa comunicò che avrebbe segnalato i cambiamenti previsti entro la fine del millennio, vale a dire nei trent’anni successivi.

Dunegan restò talmente colpito da questa introduzione, da prestare la massima attenzione a tutto il contenuto, e alla fine uscì e riempì, a caldo, pagine di appunti.

Il dottor Day non fece profezie o vaticini, semplicemente descrisse tali cambiamenti come un dato di fatto, precisando che, fino ad alcuni anni prima, non gli sarebbe stato possibile divulgare tali informazioni; tuttavia, i giochi ormai erano fatti e… “… abbiamo in programma di saltare nel XXI secolo prendendo la rincorsa. Ora tutto è pronto, e nessuno può più interferire…”. Adesso era libero di parlare perché… “… nessuno ci può più fermare…”. Si era deciso a farlo, disse, per preparare gli astanti, un’ottantina fra medici e studenti, alle scioccanti trasformazioni in atto, e affinché essi stessi preparassero amici e familiari.

I temi sviscerati erano molteplici e li segnalerò argomento per argomento; come si vedrà, moltissimo si è attuato, qualcosa ha richiesto o richiederà tempi più lunghi,  qualcosa si è sviluppato per strade un po’ diverse. Appare necessario premettere che Day era noto come membro di vari organismi che si occupavano del controllo demografico, che infatti risultò uno dei temi centrali; la necessità di ridurre la popolazione mondiale, dietro il paravento della mancanza di risorse (menzogna assai sfruttata, e all’apparenza  oculata e previdente – e ne vedremo altre così -, rispettosa del genere umano), costituiva la vera e propria introduzione. Ricordo che la conferenza si svolse nel 1969. Le considerazioni che, volta volta, riterrò opportuno fare, le inserisco fra parentesi.

La prima chiave è il sesso

Indurre gli esseri umani a rinunciarvi sarebbe stato troppo arduo, visto gli stimoli troppo potenti; immettere sostanze chimiche negli alimenti e nelle forniture d’acqua, poco pratico. La soluzione stava nel suo opposto: l’ipersessualizzazione della società; il sesso sarebbe stato separato dall’attività riproduttiva, si sarebbe così dissolta l’associazione di idee sesso-riproduzione.

La contraccezione sarebbe stata talmente incentivata da indurre un riflesso pavloviano al pensiero del sesso; i metodi contraccettivi si sarebbero moltiplicati, divulgati, resi disponibili ovunque e pubblicizzati come una qualsiasi altra merce. Il riflesso pavloviano sesso-contraccezione avrebbe inevitabilmente colpito l’istituzione del matrimonio: molti avrebbero continuato a sposarsi, ma sarebbe cessata l’associazione di idee sesso-matrimonio.

L’aborto, di lì a poco, sarebbe stato legale e accettato come normale pratica medica; ai non abbienti sarebbe stato concesso gratuitamente. Se l’ipersessualizzazione avesse prodotto più gravidanze in età scolare, tanto meglio: i genitori più restii all’idea di aborto avrebbero cambiato parere ritrovandosi con le loro giovanissime figlie in stato di gravidanza; i più ostinati, per morale o religione, nel giro di qualche decennio avrebbero rappresentato una insignificante minoranza.

L’omosessualità si sarebbe dichiarata, senza più nascondersi (e adesso questo aspetto è stato talmente forzato da spingere alla legge sulla omofobia), e gli anziani sarebbero stati incoraggiati al sesso fino a tarda età (e siamo arrivati alla pillola “miracolosa”): “A ognuno sarà concesso di fare sesso e di godere in qualsiasi modo (“in qualsiasi modo”: la pedofilia è un modo!). Andrà bene tutto (“andrà tutto bene“: quante volte lo abbiamo sentito nei film americani, perfino nelle situazioni più disperate?).”

L’abbigliamento sarebbe cambiato, reso più provocante e sessualmente stimolante.

La separazione del sesso dall’atto di procreare, annunciò, sarebbe stata favorita dalla tecnologia, che avrebbe permesso di fare tutto in laboratorio: le ricerche erano già ad uno stadio estremamente avanzato.

La dissoluzione della famiglia era tappa necessaria: avrebbero puntato sul ridimensionamento e sul divorzio, che sarebbe stato esteso e facilitato, così come la semplice convivenza. Alla donna sarebbero stati favoriti ruoli lavorativi nella società (la famosa parità uomo-donna, che oggi, contemplando altre possibilità negate dalla biologia ma favorite culturalmente, si chiama uguaglianza di genere) e molti lavoratori sarebbero stati costretti a trasferirsi in altre città per obblighi contrattuali, provocando così disagi familiari e scoraggiando l’idea di avere figli.

Annunciò anche che si sarebbero moltiplicati in maniera esponenziale i luoghi pubblici in cui poter mangiare e che sarebbe diventato un costume, una moda, quello di frequentarli, rendendo desueto il focolare domestico; che si sarebbe assistito ad una progressiva maschilizzazione del genere femminile (oggi potremmo tranquillamente dire: e una femminilizzazione del genere maschile) a partire dallo sport: le studentesse sarebbero state indirizzate verso l’atletica (oggi si va ben oltre: in ogni disciplina sportiva troviamo già da molto tempo la differenziazione fra categoria maschile e categoria femminile, ma con l’ingresso dei trans in quella femminile scompariranno presto i loro record; e non oso pensare alla boxe femminile) e verso i giochi maschili, che avrebbero sostituito le bambole, via via rimosse dalla cultura di massa per la loro connessione con la riproduzione (se prendiamo in considerazione la più famosa di esse, in tempi moderni, Barbie, non rappresenta certo una figlia, piuttosto è un modello per quella parte non mascolinizzata, che dovrà indirizzarsi nel mondo dell’intrattenimento modaiol-sessuale).

Nella cultura di massa si sarebbe presto introdotto il concetto di normalizzazione del sesso: i film sarebbero stati più espliciti nelle immagini e nel linguaggio, sia in merito al sesso che alla violenza. Il porno sarebbe stato fruibile per tutti; sebbene ancora non esistessero videoregistratori per uso comune, comunicò che, nel giro di qualche anno, le videocassette sarebbero diventate un prodotto di massa e la cinematografia pornografica sarebbe entrata in tutte le case.

Passò poi alla musica, decretando: “La musica peggiorerà, i testi diventeranno colmi di riferimenti sessualmente espliciti e i balli lenti e la musica romantica andranno in disuso.

Le emittenti radiofoniche sarebbero state ben divise fra musica vintage per i più vecchi e stazioni per i giovani, in maniera tale che le due categorie avrebbero definito spazzatura reciprocamente quella dell’altra (comunque sia, qui in Italia è risultato più ostico il cambiamento).

La musica avrebbe veicolato continuamente messaggi nell’immaginario dei giovani, a loro insaputa. In realtà, tutta l’industria dell’intrattenimento (e qui si ricordi e tenga presente Jean Claude Michéa e il suo tittentraitment) sarebbe stata strumento di manipolazione dei giovani, mentre avrebbe trovato molti più ostacoli fra le persone mature. Ma c’era poco da preoccuparsi, perché queste, comunque, nel giro di qualche decennio sarebbero scomparse, e le classi dirigenti del XXI secolo sarebbero state rappresentate da individui plagiati.

Religione

Il giudizio sulle religioni risulta piuttosto sintetico: non sono necessariamente un male, un sacco di gente sembra averne bisogno, con i loro misteri e i loro rituali; tuttavia vanno modificate, perché incompatibili con i cambiamenti che saranno introdotti. La prima a dover cessare sarà il Cristianesimo; una volta affossata la Chiesa cattolica romana, tutte le altre chiese cristiane la seguiranno. Si aprirà così la strada ad una nuova religione globale, che dovrà essere accettata. Il nuovo culto comprenderà elementi di tutte le vecchie religioni, e comunque saranno sempre meno quelli interessati, non ne avranno più bisogno (ricordo che era il 1969: irrompe il fenomeno new age come paradigma; si importano religioni orientali in occidente, che si impongono come moda, vedi il buddismo. In realtà somiglia più ad un fenomeno di marketing, quando giungono qui non hanno più nulla a che vedere con quelle originali: però ottengono risultati – e finanziamenti – lusinghieri, soprattutto in ambito di spettacolo, moda, sport).

Per giungere a questo obiettivo, la Bibbia sarà pian piano revisionata per adattarla alla nuova religione. Il relatore proseguì con quella che, secondo Dunegan, era una delle affermazioni più sorprendenti dell’intera conferenza: “Alcuni di voi ritengono probabilmente che le varie Chiese si opporranno a questo disegno. In realtà le Chiese ci aiuteranno.

(Questo è un campo in cui il dottor Day non sembra essere molto preparato: la religione si è dimostrata un formidabile strumento di controllo e manipolazione, è per questo che non si abbandona dirigendoci piuttosto verso una nuova religione globale. La Bibbia revisionata si riferisce al Nuovo Testamento, con modifiche concernenti sia concetti che singole parole: assicuro chi è estraneo al tema che, seppur con tempi più lunghi – e d’altra parte la chiesa ha sempre mostrato tempi biblici per i cambiamenti -, questo è un processo in corso, velocizzato dall’entrata in scena di Papa Francesco, il gesuita, che, al confronto dei tempi di cui sopra, sembra correre come un pazzo nella notte per recuperare il tempo perduto. Qui a Firenze il cardinale Betori fa il suo, pare, da fedele seguace.)

Istruzione

Istruzione come strumento di manipolazione. Le modifiche da apportare ai testi precedenti verranno estese anche alla letteratura; il relatore fece l’esempio delle opere di Mark Twain: le trasformazioni saranno così sottili e graduali da non essere percepite dal lettore casuale, ma la somma di queste indurrà ad accettare il nuovo paradigma (questo è già in essere, non so se solo come proposta pressante o modifiche già effettuate, ma ce ne siamo accorti, in Le avventure di Huckleberry Finn).

Oltre alla revisione dei classici, si sarebbe provveduto ad eliminare dalle librerie tutti i libri contenenti nozioni e concetti non adeguati al nuovo sistema.

Per quanto riguarda la scuola, si sarebbe esteso il tempo dedicato ai bambini, degradandone la qualità (sempre di Michéa si rammenti L’insegnamento dell’ignoranza). Le scuole migliori riservate ai migliori (per zona e casta di appartenenza), procedendo ad una forma di apprendimento accelerato, che avrebbe a sua volta provocato un processo di acceleramento evolutivo, modificando la fisiologia del cervello.

Gli studi avrebbero riguardato pochissimi argomenti sviscerati fino all’eccesso, impedendo  o ostacolando lo sconfinamento in altre aree di competenza (è l’era degli esperti: va interpellato l’esperto), in modo tale da sviluppare una accresciuta ignoranza in tutti gli altri ambiti, rendendo così difficoltoso raggiungere una vasta cultura generale e una efficace interpretazione della realtà.

Droga

Si sarebbe incentivato la diffusione delle droghe – e anche dell’alcol – e il loro uso (inutile ricordare che negli anni ’70 le piazze furono sommerse dall’eroina). Allo stesso  tempo si sarebbero impegnati più forze e mezzi per combatterle. Scopo dichiarato era ripristinare una sorta di giungla in cui si sarebbero eliminati i deboli e gli inadatti; si puntava a ripristinare la legge del più forte e la selezione del più adatto.

(L’eroina fu, prima di tutto, un formidabile strumento di aggressione verso i moti di rivolta che attraversavano tutto l’occidente; a fare da apripista erano stati gli alcolici distribuiti in maniera massificata ai nativi americani, poi agli aborigeni in Australia e ai Maori in Nuova Zelanda.)

Economia e finanza

Sarebbero stai riformati diritto fallimentare e leggi sull’antitrust. Si sarebbe simulato un regime di concorrenza del tutto apparente: in realtà sarebbe sorto un unico cartello formato dai membri di un club d’élite. Nessun altro avrebbe potuto competere. 

Il nuovo paradigma prevedeva un regime di interdipendenza globale in un sistema globale unificato, strutturato in macro-regioni divise per mansioni di competenza. Era necessario destrutturare l’industria americana, paralizzandone lo sviluppo al fine di permettere una specie di “rimonta” economica e industriale da parte di altri paesi (che in effetti, poi, invasero i mercati esteri: il Giappone per primo). Il patriottismo americano, che imponeva l’acquisto di beni nazionali, sarebbe stato sconfitto da convenienza e qualità; molti prodotti sarebbero stati progettati deliberatamente per risultare difettosi e inaffidabili (obsolescenza programmata), allo scopo di spingere verso il mercato estero.

La macro-regione comprendente gli USA era destinata a conservare l’eccellenza nei seguenti campi: informatica, comunicazioni, alta tecnologia, istruzione e agricoltura, ma l’industria pesante era designata ad altre aree. La motivazione addotta era “ecologica”, aveva già fatto grandi danni e sarebbe stato un “bene” per tutti la sua dismissione, che era in realtà il fine perseguito.

In merito ad economia e banche sostenne che “L’inflazione è infinita. Puoi mettere un sacco di zeri dopo un numero e i punti decimali dove ti pare, tanto fa lo stesso.“. Un po’ come dire che anche l’inflazione era uno strumento usato dai “controllori”. 

Il denaro sarebbe diventato prevalentemente a debito e lo scambio sarebbe avvenuto attraverso crediti elettronici. Acquisti significativi, stipendi, si sarebbero concretizzati col credito elettronico.

(La carta di credito era già in qualche modo in uso nel 1969 negli USA, ma sarebbe diventata elettronica. La prima carta non elettronica viene associata al 1950 negli USA; in realtà tale sistema era già diffuso presso i templari, ed è presente perfino nel Vecchio Testamento)

Sarebbe nato un sistema bancario unificato, camuffato da molti gruppi bancari.

Qualsiasi bene sarebbe stato contrassegnato da un codice identificativo unico, che ne avrebbe permesso la tracciabilità (i codici a barre, allo studio già dal 1948, fecero la loro prima apparizione il 26 giugno 1974, a Troy nell’Ohio). Ciò sarebbe stato possibile grazie ai computer.

I risparmi della gente sarebbero stati resi assai difficoltosi e, quelli esistenti, erosi tramite la tassazione, perché la ricchezza è potere e rappresenta un rischio (direi piuttosto che l’estrema precarietà, e la povertà, sono soggette a strumentalizzazioni e ricatti, psichici, fisici e morali). Si sarebbe raggiunto questo scopo per mezzo del credito al consumo: incoraggiare l’indebitamento anche per l’acquisto di beni di seconda necessità. Gli individui incapaci a gestirsi sarebbero ricaduti nella legge della giungla e avrebbero perso tutto.

Le trasformazioni economiche e industriali avrebbero introdotto licenziamenti e precarietà; il ricollocamento si sarebbe realizzato nell’ambito della mobilità, con sradicamento sociale e familiare.

Si sarebbero incoraggiati i flussi migratori: scopo definito era l’annichilimento della certezza delle proprie radici e tradizioni, e del sentimento di identità nazionale; si sarebbe così ottenuto un più rapido adeguamento al nuovo sistema di interdipendenza globale.

Altra tappa decisiva era il controllo degli approvvigionamenti alimentari: si sarebbero criminalizzati tutti i tentativi autarchici, a partire dall’auto-produzione alimentare; l’imposizione delle regole standard delle multinazionali avrebbe trovato la propria giustificazione morale nel rispetto della salute pubblica (in sostanza, la tutela del consumatore).

Presto si sarebbe giunti ad un nuovo Corpo Direttivo Internazionale, probabilmente l’ONU sviluppata ed ampliata (si pensi a tutti i suoi bracci specializzati, come l’OMS). All’epoca, l’ONU non godeva di grande favore, ma si sarebbero incrementati gli sforzi per accrescerne l’importanza (a partire dagli anni ’70 il bilancio dell’ONU per il mantenimento della pace fu di gran lunga superato dal bilancio per i programmi di sviluppo economico e sociale). L’interdipendenza avrebbe favorito la pace tra gli stati. “La guerra è obsoleta.” dichiarò il dottor Day, intendendone probabilmente il significato letterale: ‘non più utile come un tempo; superato da qualcosa di più efficace‘. Il succo era che, mentre in passato le guerre erano controllabili, le nuove armi nucleari rappresentavano un pericolo e potevano cadere in mani sbagliate. Ciononostante, sebbene il nuovo sistema tendesse ad instaurarsi attraverso una cooperazione pacifica, in caso di ostacoli sarebbe ricorso alla minaccia di una guerra nucleare, cosicché cedere una parte di sovranità nazionale si sarebbe mostrata come opzione preferibile.

In questo senso, il dottor Day fece una dichiarazione che Dunegan aveva ricordato, e scritto, parola per parola:”Se non vi fosse stata un’opposizione da parte di alcuni poteri, sarebbero già state usate una o due bombe nucleari per ammorbidire la gente riguardo la cessione delle sovranità nazionali, giusto per dimostrare a tutti la serietà del problema. Così facendo, la gente avrebbe finalmente compreso in che misura la pace sia preferibile alla guerra.

Terrorismo

In Europa si sarebbe fatto abbondante ricorso al terrorismo, e così in altre parti del mondo. Non era contemplato ricorrervi negli USA, ma non si escludeva nel caso di eccessiva resistenza al nuovo sistema. Il senso di benessere e serenità degli USA non rappresentava un clima ideale per i cambiamenti, e un po’ di ‘sano’ terrorismo li avrebbe accelerati.

Controllo e sorveglianza

Identificazione in tempo reale: tessera di identità da portare sempre con sé, ma già si prevedeva la diffusione di un dispositivo d”identificazione elettronico da impiantare sotto pelle, utilizzabile anche, in futuro, in sostituzione della carta di credito.

Questo è quanto; è ipotizzabile che, nello stesso periodo, in sedi diverse, altri abbiano fatto simili rivelazioni, senza che qualcuno le divulgasse. Non c’è da stupirsene: Dunegan stesso conservava, benché colpito e indignato, un certo scetticismo e contemporaneamente, forse, un po’ di paura. Si decise a renderne testimonianza quando si rese conto dei fatti che si svolgevano sotto ai suoi occhi e, ipotesi mia, quando il dottor Day era forse gravemente ammalato e di lì a pochi mesi sarebbe morto (1989). Scetticismo, paura, incredulità, menefreghismo; questi alcuni degli stimoli. Il modello del gregge, comunque, vale per tutti e a tutti i livelli; resta da considerare che Day ha presentato lo stato di cose futuro dal suo punto di vista: quello, comunque, di uno sgherro, un tirapiedi, un portaborse, con la sua cultura e conoscenza limitata. Qualcuno dovrà pur spiegare, prima o poi, l’assoluta e frequente consuetudine di pianificazioni che durano decenni, da parte dei progettisti.

SP

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