Nea Polis

La Nazione influenzata

http://www.lanazione.it/cronaca/influenza-2018-1.3664601
Anche quest’oggi, 16 gennaio 2018, La Nazione online torna alla ribalta sull’influenza, a firma, come il precedente indicato su Nea-Polis, di Ilaria Ulivelli, alla quale pare fare difetto la logica, e anche i numeri. La domanda che si pone l’articolista riguarda i motivi per cui, nonostante l’incremento dei vaccinati (si presume del 10% rispetto allo scorso anno, dove insiste nell’indicare un fantomatico 50% in generale, che in realtà si riferisce alla popolazione ultrasessantacinquenne), l’influenza prosegua ostinatamente il suo percorso; per la precisione, la domanda non se la pone apertamente, ma la prevede da parte del suo pubblico e dà una prima risposta: con questi dati siamo ancora ben “lontani dall’immunità di gregge, una copertura diffusa che farebbe crollare il numero dei contagi.”. Questo, naturalmente, è un dogma: di questa frase sento di poter condividere le preposizioni, semplici e articolate, gli articoli, e il termine “gregge”.
Probabilmente non è tanto convinta neppure l’articolista (che continua a dare i numeri: 150.000 toscani “messi ko dall’influenza” – dato terrificante (?): all’incirca il 4% della popolazione, ma, si badi bene, non tutti insieme, bensì nell’arco di circa tre mesi, mediamente si raggiunge un misero 1,3%), perché aggiunge, dopo una previsione apocalittica sul futuro aumento dei casi, che il “problema principale” è che quest’anno “si sono ammalati anche molti vaccinati”. Sconfortata, chiede soccorso nuovamente a Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. L’esperto acutamentespiega che stavolta “il virus maggiormente diffuso, il tipo B Yamagata” (noto campione di calcio giapponese), “ha dribblato il vaccino”.
Dal calcio alla zootecnia: l’altro virus “che è tornato a colpire duramente” è, si pensi un po’!, quello dell’influenza suina, ce lo ricordiamo?
Dalla zootecnia ai problemi di parcheggio: il virus che invece ci si aspettava (da informazioni segrete e riservate dei servizi Usa, Inghilterra e Australia), “contrariamente alle previsioni”, “ha fattoretromarcia”. Di tutto, pur di non dire: abbiamo (e hanno: Usa, Inghilterra e Australia) sbagliato.
Ma cosa pensa, di tutto questo, il camaleonticoVittorio Boscherini? (Indicato la scorsa volta comevicesegretario nazionale della Fimmg e stavolta come direttore del dipartimento di medicina generale dell’Asl Toscana Centro). Naturalmente, invita alla vaccinazione: “Dopo 15 giorni dal vaccino si è immunizzati”. Una logica stringente.
Altro giro, altro sport, il lancio (ma non deldisco): Giovanni Vitali Rosati, presidente toscano della Società italiana di pediatria, “annuncia che i pediatri lanceranno un documento convinti che la strategia per la vaccinazione antinfluenzale debba essere modificata, comprendendo i bambini saniche anche quest’anno sono stati la classe di età più colpita e quindi il maggior veicolo di influenza. «In Usa, Canada ma anche in molte realtà europee a cominciare dall’Irlanda la vaccinazione dei bambini sani è la principale arma di protezione di massa»”.

O di distruzione?
SP

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