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UN COMMENTO SUL LIBRO “LA GUERRA CHE SARA'”

Da Tiziano Cardosi: Sto leggendo il libro di Fabio Mini “La guerra che sarà”. Ha molti aspetti interessanti e dà spunti per capire il presente e immaginare il prossimo futuro (piuttosto fosco). Mi ha colpito molto questo documento su Israele che Mini riporta nel libro; è di Oded Yinon, A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties, il testo originale in ebraico fu pubblicato sulla rivista «Kivunim», 1982, n. 14, Winter, p. 5742; venne tradotto in inglese da Israel Shahak e pubblicato dall’«Association of Arab-American University Graduates» (Belmont, Massachusetts, 1982).

Un documento dell’inizio degli anni ottanta dove è descritto quel che sta accadendo in MO. Probabilmente molti di voi conoscevano già questo testo; io sono rimasto a bocca aperta vedendo come si possa dispiegare un piano cosí cinico e spietato. Molte previsioni non si sono avverate, alcune in sequenze diverse, ma è interessante vedere la strategia seguita dal sionismo, che prosegue ancora oggi.
«La dissoluzione del Libano in cinque province serve come precedente per l’intero mondo arabo incluso l’Egitto, la Siria, l’Iraq e la penisola araba che è già su quella strada. La dissoluzione della Siria e poi dell’Iraq in aree etniche o religiose come in Libano è l’obiettivo primario a lungo termine d’Israele sul fronte orientale. Mentre la dissoluzione del loro potere militare è l’obiettivo a breve termine. La Siria sarà frazionata secondo le linee etniche e religiose come il Libano. Ci sarà uno Stato sciita alawita lungo la costa, uno Stato sunnita attorno ad Aleppo, un altro Stato sunnita a Damasco, ostile al suo vicino a nord, e i drusi stabiliranno un loro Stato forse anche nel «nostro» Golan e certamente in Hauran e Nord Giordania. Questo obiettivo garantirà pace e sicurezza nel lungo termine ed è già oggi a portata di mano […] L’Iraq, ricco di petrolio ma tormentato all’interno, è garantito come obiettivo d’Israele. La sua dissoluzione è perfino piú importante per noi di quella della Siria. L’Iraq è piú forte della Siria. Nel breve termine è il potere iracheno a costituire la minaccia piú grave per Israele. Una guerra fra Iraq e Iran frantumerà l’Iraq e causerà la sua caduta interna prima ancora che possa organizzare una lotta su ampio fronte contro di noi. Ogni sorta di scontro interarabo ci assisterà nel breve termine e abbrevierà la via verso il piú importante scopo di spezzare l’Iraq in varie parti come in Libano e Siria. In Iraq, la divisione in province secondo linee religiose ed etniche, come la Siria durante l’impero ottomano, è possibile. Ci saranno perciò tre (o piú) Stati attorno alle maggiori città: Bassora, Baghdad e Mosul, e le aree sciite a sud si separeranno da quelle sunnite e curde a nord».

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