Nea Polis

Che mostra e dimostra la nuova legge elettorale.

 Il Rosatellum (da Rosato, primo firmatario per conto di Renzi & Co.), con l’ormai consueto nome in latinorumalla Totò, mostra e dimostra 1) come il «sistema» maggioritario o pro-maggioritario, a cui l’oligarchia volle passare dopo la crisi della (cosiddetta) «Prima Repubblica» (ricordiamolo: passaggio del capitalismo alla fase dell’ultra-liberale del«globalizzazione», implosione dell’Urss, aumento della “presa” estera, Usa e anche altri paesi europei, sull’Italia, con inchiesta «Mani pulite», sostenuta dai servizi Usa, che stracciò i partiti italici, insieme agli spazi autonomi di politica estera, economici e non solo, che l’oligarchia italica si era “sgomitata”, pur nella subalternità del paese), alla ricerca di una manipolazione del consenso che desse «maggioranze (parlamentari e di supporto governativo) stabili», sia stato non solo un vulnus al principio (liberale) «una testa un voto» con «rappresentanza» conseguente (proporzionale), ma anche un fallimento rispetto a consenso-maggioranze stabili, accentuando distacco e discredito della massa della popolazione verso quella componente politica delle frazioni e fazioni dell’oligarchia che è la «classe politica». Ma questa, continuando a bestemmiare di «democrazia» (deridendola), non vede altre strade (sarebbero piú «democratiche»): dopo l’infamia del Porcellum (che ha dato la composizione falsata di nominati del parlamento, con oltre 500 «cambi di casacca» nel tempo), è venuto l’infame Italicum, varato a colpi di «fiducia»-maggioranza nei disegni di Renzi di attuare un accentramento dirigistico e autoritario della gestione dello Stato (affondato, con tutti quei piani, prima di entrare in vigore, dal referendum del 4 dicembre), seguito adesso, sempre a colpi di «fiducia»-maggioranza, dal Rosatellum. Ed è inutile fare discettazioni in merito: si punta, con un insieme di meccanismi di manipolazione dei voti, nella combinazione fra «sistema maggioritario» e (para-)«proporzionale» a porre in parlamento i nominati dei diversi partiti e promuovere le coalizioni dei partiti stessi. Si tratta sempre di ridurre sempre piú anche l’ombra di «rappresentanza», assumendo tutto nel “combinato disposto” partiti-istituzioni statuali. 2Di seguito, la maggioranza della «fiducia» mostra e dimostra che si ha a che fare solo con politicanti della peggior specie: governo Gentiloni che si attesta come governo Gentirenzi, schermaglie di Renzi e ciurma di piddini con questo governo come “moine” per ingannare (eufemismo …) gli elettori; «ok» allagang di Verdini come ancora di salvezza in Senato (e “riserva” di supporto in generale); centrodestra che dice «sí» alla Camera e non fa mancare il numero legale al Senato; la stessa Lega, dopo tanto fuoco e fiamme contro Renzi & Co., che supporta la votazione (il che fa sospettare che anche i solenni impegni di Salvini su temi pur importanti finiscano come solo altre ciarle); l’ex presidente (d-)emerito della Repubblica, Napolitano (fautore di una suite di «golpe bianchi», da Monti a Letta a Renzi), che critica il metodo e Renzi che vi “sta dietro” (si è scocciato con Renzi, che pur aveva sostenuto, dati i guai che ha causato e causerà), ma vota «sí» in nome della «stabilità» (di che? La caduta del governo, due o tre ritocchi della legislazione esistente ed elezioni, finalmente!, anticipate sarebbero “instabilità? È solo la sua cura del dirigismo istituzionale) ed è esaltato da media “critici” e applaudito da Mdp, SI & Co. (subito dimentichi di quanto ha combinato); Mattarella che darà la sua firma al Rosatellum … Va registrata, e lodata, la dura opposizione dei 5S (c’è anche quella della Meloni-Fd’I, però “in corsa” con il resto del centrodestra). 3Chiari i piani: parlamentari futuri “sicuri” perché nominati, con tanto di concessioni alle gang (Verdini e suoi, ma anche Alfano e soci …); successo prevedibile del centrodestra; Pd che punta a una qualche “tenuta”; governo successivo di centrodestra & Pd, o almeno di parte del centrodestra e Pd (con qualche ruolo, piú o meno ambiguo dei pezzi “sinistri” extra-Pd, se arrivano in parlamento, recuperando comunque consensi di quel bacino elettorale). Questo l’obbrobrioso scenario alla base del Rosatellum.

Ma … ma: le «larghe intese» di Grosse Koalition sono crollate ovunque in Europa; il centrodestra e la stessa FI di Berlusconi sono spaccati (Lega e Fd’I hanno spergiurato «no» con il Pd, e cosí il pezzo di FI di Toti e compari, e, se è possibile rimangiarsi tutto, non sarà “indolore”); il M5S è la prima forza politica per consensi nel paese (nonostante l’appannamento per le gestioni cittadine) e va visto se accrescerà ancora i suoi voti; il malcontento, aperto e sordo, è profondo nella popolazione. E il 5/11 le elezioni regionali in Sicilia: checché dicano Renzi-Pd e “centrodestri”, il probabile crollo del Pd e la possibile sconfitta del centrodestra possono sconvolgere tutti gli obbrobriosi piani sottesi.

MM

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