Nea Polis

FAKE NEWS SU FAKE NEWS

Renzi alla «Leopolda» ha aperto la “campagna” del Pd-r (renziano) mettendo in primo piano le fake news, le notizie false (ma dirlo e ridirlo in anglico fa piú … mediatico: per l’estesa genía dei pappagalli parlanti). Si tratta, com’è ovvio (per chi non è un pappagallo parlante, o un tifoso del Pd-r, il che è un po’ lo stesso), di un “obiettivo” fuorviante e fraudolento: fuorviante, rispetto ai “nodi” profondi che attanagliano il nostro paese e la gran massa della nostra popolazione, i quali, si sottende, non sono affatto quelli messi in circolazione dallefake news, mentre le questioni (dette) “vere” saranno ben affrontate e risolte se ci si libera dalle notizie false; fraudolento, perché si dà a intendere che le “cose” si stanno mettendo al meglio grazie al precedente operato del governo di Renzi & co., ed è solo colpa delle fake news se la “gente” non lo vede e non ci crede, se è stato perso il referendum del 4 dicembre 2016, se continuano le polemiche, e cosí via.
Partendo da chiare (a chiunque!) menzogne, come quella sguaiata sulla Boschi e sulla Boldrini al funerale (che non c’è stato) di Totò Reina (sospetto legittimo: ma chi avrà poi fatto questo favore plateale, mettendo in giro tale balla assurda?), segue la massa di “denunce” renziano-piddine, a loro volta fuorvianti e fraudolente: si va dalle coordinate manovre di 5S e Lega che sarebbero attestate da siti combinati pro le due forze, fino alla politica e alle elezioni che Putin influenzerebbe (anzi, indirizzerebbe), facendo immettere notizie menzognere o distorte, etc. E viene il proclama renziano: “il Pd (-r) denuncerà pubblicamente ogni 15 giorni le fake news”. C’è sotteso il rimando a proposte di legge (già sollecitate dalla Boldrini contro le diffamazioni, per la verità parecchie anche piuttosto triviali, di cui è oggetto via Internet) volte a perseguire le notizie false e chi le accetta, facendole circolare. Il che pone una nota cupa su tutta la faccenda, adombrando la minaccia della censurasulle news, nonché sulle comunicazioni in genere. Se una tale legge fosse approvata, si potrà non solo condurre un “vaglio” continuo, ma anche imporre un “bavaglio” su notizie e comunicazioni: basterà dichiarare fake quelle che “spiacciono” almeno per bloccarle ed eliminarle (con tanto di possibile apertura successiva di procedimenti giudiziari: come se i tribunali non fossero già intasati …).
E cosí, coperto dalla fiera dichiarazione di guerra “per la verità” contro le fake news, Renzi ha ribadito la validità dell’operato del suo governo, jobs act in particolare (ciarlando di presunta «ripresa», che è solo una “ripresina” dell’export dopo anni di contrazione, mentre il degrado continua insieme alla perdita di centri strategici della produzione italica, e cianciando di aumento di occupati, quando si è ancora oltre l’11% di disoccupazione e oltre il 37% di quella giovanile, nell’ulteriore degrado di modeste tutele e nel proliferare del precariato), riconfermando la sua ri(de-)forma costituzionale, stracciata dal referendum ma “la rifarebbe”, promettendo mance elettorali a pioggia, compresa l’estensione degli € 80 (in particolare “alle famiglie con figli”), e riduzione delle tasse, battendo sul «testamento biologico» (che agli italiani non interessa granché, ma ai diversi “pezzi” a sinistra del Pd sí) e prospettando lo ius soli, senza insistervi nell’immediato (lo vogliono i diversi “pezzi” a sinistra del Pd, ma impegnarsi ora significa urtare circa il 70% degli italiani, contrari). E dicendo “meno subordinazione all’Europa” (ossia, va sempre ricordato, non a un’“Europa” che non esiste, ma all’Ue), pur senza altre “precisazioni” piú concrete. E Renzi ha concluso: “vinceremo!”, sia la destra, sia i 5S. Ovazione dei convenuti, affluiti (pur in mancanza di diversi big dell’area piddina) alla «Leopolda in numero accresciuto (va rilevato: evidentemente, c’è sempre un gruppo rilevante di connessi «interessi e interessati», e di seguiti di gente “in lista d’attesa”, oltre che di inevitabili bande di illusi e tifosi). E costoro hanno fatto ben mostra del loro «qui si parrà la tua nobilitate» (come dice Dante), rilasciando in tv interviste balbettanti e spappagallando sloganrenziani.
Ecco la kermesse renziana. All’ombra della battaglia contro le fake news, con impegni (da buffoni) solenni (e nocivi) contro di esse, una massa di distorsioni, fuorviamenti, falsità. Fake news contro le, e in aggiunta alle, fake news: fake news su fake news.
MM

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.