Nea Polis

Informazioni da acquisire, illazioni da soppesare.

Fonte: https://i2.wp.com/www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2015/03/maurizio_blondet.jpg?resize=300%2C214&ssl=1

Maurizio BlondetHanno progettato il golpe: per aggiotaggio. 21.10.2018
(https://www.maurizioblondet.it/hanno-progettato-il-golpe-dijsselbloem-lo-ha-ammesso/). In sintesi.
L’Establishment europeo ha appena dichiarato guerra all’Italia: «Zero Hedge» (importante sito economico alternativo Usa) commenta un’intervista alla Cnbc di Dijsselbloem, ex ministro delle finanze olandese ed ex presidente dell’Eurogruppo, che invita la speculazione (“i mercati”) ad attaccare le finanze italiane. Compie questi inviti criminali come «consigliere strategico» del Meccanismo Europeo di Stabilità, istituzione Ue di “assistenza” ai paesi area euro in crisi economica, a cui l’Italia partecipa (pagandogli lo stipendio) con € 125 miliardi, di cui oltre 14 già versati. «Zero Hedge»: «lo scopo è dare semaforo verde ai mercati finanziari per un attacco ai titoli italiani e far salire gli interessi sul debito all’Italia». È aperto atto di aggiotaggio, art. 501 c.p., Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio, per cui c’è «la reclusione fino a tre anni», e «pene raddoppiate» se ne «deriva undeprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato», con «interdizione dai pubblici uffici».
Dijsselbloem: «la commissione non ha altra scelta che rigettare la proposta italiana; accettare la sfida e vincerla». Come? «i mercati su quanto ha bisogno per rifinanziare il debito l’anno prossimo (250 miliardi) a cui vanno aggiunti i nuovi piani di spesa. E un ruolo della Bce a guardare ciò che questo (programma) fa alle banche italiane». Le banche italiane, piene di Btp (riempite per ordine di Draghi), sono vulnerabili alle manovre Bce per far salire lo spread e deprezzare i Btp delle banche italiane, per farle fallire. Dijsselbloem: «ci sarà una implosione “dentro” l’economia italiana invece di espandersi all’Europa. Nella zona euro non c’è nessuna volontà di sostenerli. Un salvataggio dell’Italia con il Meccanismo di Stabilità Europeo ne spazzerebbe i fondi in meno di due anni».
Dunque: l’Italia contribuisce al (cosiddetto) Fondo Salva Stati e non ne riceverà aiuto. Al “salvataggio” delle banche italiane, in difficoltà per terrorismo mediatico, agenzie di rating e affermazioni di Dijsselbloem, chi deve provvedere? «Zero Hedge»: «La Bce vuole che Roma usi il denaro dei piccoli investitori al dettaglio, come i pensionati, per salvare le banche italiane». Dijsselbloem ha imposto questo bail-in a Cipro dove «centinaia di investitori al dettaglio hanno perso i loro soldi». E, sotto Dijsselbleom, la Grecia è stata tagliata fuori da Target 2, il sistema di pagamento europeo, in modo che non un singolo euro possa essere trasferito all’estero per un lungo periodo. «Zero Hedge»: «L’Italia però non è paragonabile alla Grecia. Lo Stato ha da anni un avanzo commerciale ed è in forma migliore della Francia. Le esportazioni italiane superano le importazioni, il paese non dipende da finanziamenti esteri per le sue esigenze».
Non potendo usare il metodo-Grecia, per Dijsselbloem si proverà il metodo-Cipro. Ma il governo italiano può resistere, e allora dice: «l’unico modo è che i clienti italiani al dettaglio e gli elettori lo capiscano, e quindi che la correzione inizi a venire dall’interno». Quale correzione? «Dijsselbloem segnala che le autorità Ue non avrebbero nulla contro un colpo di Stato a Roma? O stava suggerendo a qualcuno di farla finita con Matteo Salvini?». L’ipotesi di un colpo di Stato dell’Ue in Italia è ventilata sul giornale online «Qelsi» (da “Mitt Dolcino”, pseudonimo ): «l’Ue è obbligata ad istigare un golpein Italia entro fine 2018; l’Ue è in crisi esistenziale. L’austerità imposta ai periferici dal 2009 non funziona, serve solo per drenare ricchezza dalla periferia al centro». Ma per l’Italia Savona ha elaborato il piano: togliere austerità e fare spesa, contando che l’economia sarebbe cresciuta piú del debito. Se il progetto savoniano funzionerà, significherà mettere in discussione 10 anni di crisi euro-impostaE di chiedere i danni all’Ue per gli errori fattiin primis alla Grecia da Germania, Francia ed Olanda. L’Ue è obbligata a istigare un colpo di Stato in Italia entro la fine dell’anno al massimo, piú propriamente entro gli inizi di novembre.
Vi allude Renzi da mesi: «presto toccherà di nuovo a noi, a settembre, ottobre vedrete che ci sarà da divertirsi, perché “i mercati” attaccheranno il governo giallo-verde». E l’ha ripetuto alla «Leopolda». Sembra quasi che si sia messo d’accordo con Dijsselbloem, che, capo dei ministri delle Finanze dell’Ue, nel marzo 2017 disse su Grecia, Italia e Spagna: «i paesi del Nord hanno mostrato solidarietà verso i paesi colpiti dalla crisi. Ma avete anche obblighi. Non potete spendere tutto in alcolici e donne e poi chiedere il nostro aiuto». Ecco il livello del personaggio e della dirigenza Ue.

SP

1 Commento

  1. MM

    Personalmente, non ritengo che quanto espone Maurizio Blondet, nel suo intervento (precedentemente inviato) Hanno progettato il golpe: per aggiotaggio, sia una farneticazione. Vale a dire che l’Ue può contare sull’opposizione (=reazione) interna contro il governo giallo-verde, minoritaria nella popolazione, ma che va dal Pd a FI, al 99% dei media, all’oligarchia capitalistica interna-esterna, ad ampia parte dell’establishment (dentro gli apparati statali, fino al vertice dello Stato). E l’Ue può coltivare la prospettiva, puntando sui “mercati” (=speculazione del grande capitale finanziario transnazionale) e sul niet di Ue-Bce per colpire il sistema bancario italiano, attaccare il piccolo risparmio e le richieste di crediti, e far passare come insolvibili gli interessi sul debito statale, onde innestare un supporto di massa all’opposizione (=reazione) e poter procedere, anche con la forza, ad abbattere il governo e restaurare (appunto, è la reazione) lo status quo ante (di abietta subordinazione dell’Italia ai diktat dell’Ue e del grande capitale transnazionale, per portare fino in fondo la spremitura e la rovina di questo nostro paese).

    È senz’altro cosa possibile, e sicuramente accarezzata e coltivata in ambito Ue. Che anche piaccia sottesamente molto a Renzi & gang piddina, ma anche alla residua FI, è del tutto vero: sono i “tifosi dello spread”, i “supporter del niet dell’Ue”, con tanto di grancassa dei media che agitano minacciosi venti di tregenda, e con tanto di sabotaggi continuativi dall’interno dell’establishment.

    Dunque, è un piano golpista possibile (ricordo che già, e con “pericoli” per l’Ue molto ridotti, ne abbiamo avuta una serie sotto la “supervisione” di Napolitano, dall’abbattimento di Berlusconi al seguito dei governi Monti, Letta, Renzi, con strascico di Gentiloni). È anche probabile? No, questo non lo penso: l’Ue non può (non è che non vorrebbe: non è a essa possibile) trattare l’Italia come la Grecia o Cipro, perché il governo giallo-verde ha “le carte” per resistere in base a un’economia italiana non (ancora) distrutta, a un sistema bancario per cui basterebbe riacquisire il controllo di moneta e finanze, a un ampio sostegno popolare (che resta non intaccato dalla grancassa mediatica, e che, anzi, si amplierà entrando in vigore le misure del Def).

    Il che non significa che non si continuerà a provarci da parte del combinato reazionario Ue-forze interne al paese, e che non siano possibili anche “colpi di testa”, fallimentari ma nocivi e comunque “d’avviso”. Per tali ragioni è piú che giusto denunciare e far circolare le denunce di queste manovre reazionarie esterne-interne. E stigmatizzare queste gang come nemici del popolo e del paese, e questa non è affatto retorica. Certo è utile anche una posizione critico-costruttiva rispetto a una serie di “nodi”, presenti e futuri, che si pongono e si porranno nell’operato del governo giallo-verde. Ma occorrerebbe, inoltre, che coloro che si oppongono al governo giallo-verde “in sé e per sé” (con tanto di farneticazioni, e anche azioni facinorose, su “razzismo”, “fascismo”, etc.), comprendessero che si situano, nei fatti, al servizio della reazione aspirante al golpismo.

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