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Nella lunga guerra delle oligarchie globaliste contro l’umanità, si è avuto il “colpo” scatenato nel ’19-’20 nel mondo con la falsa pandemia. Questa guerra di tipo nuovo è stata condotta in Italia – prima con Conte, poi con l’esponente diretto di tali oligarchie, Draghi, & agenti interni e collaborazionisti –, attuando il colpo di Stato che ha abolito (nei fatti) garanzie e diritti costituzionali, e la Costituzione stessa, quindi la Repubblica, e ha imposto un regime totalitario. Istituzioni dello Stato (centrali, regionali, locali), apparati ministeriali, sanità, magistratura, istruzione, catene di comando delle forze armate, con il completo supporto dei media, hanno aderito e costituiscono il corpus del regime – la popolazione che si è sussunta, per convinzione o forza, o un mix di ambedue, al regime (e alcuni lo sostengono à la kapò), ne è la base: divenuti sudditi, hanno abdicato all’essere cittadini.

L’uso della falsa pandemia, con i morti indotti dal terrore e provocati dai letali «protocolli» per forzare l’usuale numero di decessi (e dando dati finti), sbocca nell’inoculazione del venefico intruglio (detto «vaccino»), a cui è costretta (divieti e blocchi) la popolazione, onde ridurla (subito e nel tempo – e sostituendola anche etnicamente) e sottoporla alla pseudo-medicalizzazione permanente, mentre con il “certificato verde” si va all’«identità digitale», per un «credito sociale» “alla cinese”, ossia al totale controllo e comando su tutto e tutti, comprese vita e sua durata. Insieme, si accentua indebitamento totale del paese, svendita dei “gioielli” strategici, distruzione del tessuto economico (piccolissimo, piccolo, medio) e devastazione della realtà sociale, culturale, civile, esistenziale, per porre l’Italia come piattaforma geostrategica (nel cuore del Mediteraneo e a cerniera con l’Europa) sotto l’imperio delle oligarchie, gestito dalla gerarchia dei loro interni agenti & affiliati.

Costituzione e Repubblica non esistono piú, il regime oligarchico è il potere in atto in Italia. Ma, nonostante il peso dello Stato del regime, l’espropriazione dalla politica, dalla proprietà-possesso-controllo dei mezzi di produzione e circolazione, dalla conoscenza critica (compreso il sapere medico), si è levato un vasto movimento di opposizione e resistenza, coinvolgendo anche sanitari, magistrati, e addetti mediatici, e delle forze armate. Tuttavia, il movimento si situa ancora a un “primo stadio”: denunce, disubbidienza civile, manifestazioni, puntando a che il regime possa “ravvedersi in qualcosa” o perfino crollare “da sé”, e/o puntando alle prossime elezioni, senza trattare di se e come ci saranno, e di quali condizioni in cui il popolo ci arriverà, credendo di vincerle (con il “certificato verde”? Il voto elettronico? Con il non-voto dilagante? Con i sudditi consenzienti?).

Poiché il regime anti-costituzionale, illegale e illegittimo ha annullato la Costituzione e quindi la Repubblica, e attua l’occupazione del paese per conto delle oligarchie globaliste, si è sotto il peso di un’occupazione straniera. Dunque, tutti i cittadini, ancora tali (chi non è già nel movimento, o non passa al movimento, è con il regime) e di ogni collocazione, sono sciolti da ogni osservanza “costituzionalistica”, e in particolare i cittadini delle forze armate sono sciolti da ogni giuramento – quelli che “eseguono gli ordini” sono mercenari delle forze di occupazione.

Un necessario salto di sviluppo, organizzazione, prospettiva: che il popolo dei cittadini (démos) rivendichi il potere (krátos), attuando la democrazia in quanto popolo sovrano (oltre i «limiti e forme» dell’abolita Costituzione) e abbatta il regime pro-oligarchie di vessazione, occupazione, distruzione del paese. Perciò i cittadini si uniscano ovunque in assemblee che eleggano il loro consigli, chiamando a sé i cittadini delle forze armate, che ne costituiscano il “braccio”. Il congresso nazionale dei consigli del popolo istituisca la propria Res Publica contro il regime – e i suoi gestori, accoliti e collaborazionisti –, assuma il potere e il suo “braccio” provveda a realizzarlo. Assunto il potere nel paese, ne derivano grossi compiti: oltre ad abolire ogni misura del regime, situare l’Italia come «non allineata» (per fuoriuscire da possibili guerre guerreggiate), denunciare i trattati e uscire da Ue-€, statizzare Bankitalia ed emettere la nostra moneta, ricondurre le banche a commerciali (non speculative), varare un ampio piano in deficit spending per rivitalizzare e potenziare il nostro tessuto produttivo, e riprendersi i “gioielli” necessari, provvedere ad accordi bilaterali di import-export, “disinfestare” e ristrutturare istituzioni, apparati ministeriali, sanità, magistratura, istruzione, forze armate – una profonda azione, da condurre con il governo provvisorio, che provveda nel contempo ai riconoscimenti esteri, prima di procedere a libere elezioni. Che ci saranno, ma dopo aver abbattuto il regime e preso il potere in nome, per conto e tramite il popolo sovrano.

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