Basta impegnarsi solo un po’ ed esaminare i 5 quesiti. E si vede chiaro come il sole che non si richiede affatto di ripristinare appieno le già-pur-modeste-tutele dello Statuto dei lavoratori, ma si chiede soltanto quanto si può definire come “cerotti”, “caché”, “pomate lenitive” sulle loro condizioni – il coprirebbe semplicemente la devastante situazione presente -, mentre, invece, la richiesta piena e netta è la “troncatura” del periodo di emanazione della cittadinanza italica all’immigrazione – il che promuoverebbe ulteriormente questo flusso migratorio (oggettivamente: deportazione) al/nel nostro paese.

Non a caso, il referendum è promosso dalla Cgil (con afflusso di affini associazioni), che è sindacato-“costola” – o piuttosto agenzia di regime – del Pd & soci. Ossia della/-e formazione/-i politica/-he più in prona supinità, e servile attuazione, rispetto al “piano” del “Nuovo ordine mondiale” dell’Anglosfera davosiana – “piano” che nella massiccia immigrazione-deportazione ha uno dei suoi “nodi di attacco” al mondo e, nello specifico, al nostro popolo e paese.

IL REFERENDUM VA QUINDI CONSIDERATO PER QUELLO CHE DAVVERO È.

Le possibili obiezioni sono al più “ingenue”, e in generale sconsiderate. Esaminiamole:

-> “salviamo l’istituto democratico del referendum” – ma non “si salva” proprio niente, poiché vengono considerati solo gli esiti di ciò che serve al regime, si pensi, per es., ai risultati effettivi di quello sull’acqua pubblica o sul finanziamento ai partiti.

-> “Votiamo qualcuno dei quesiti, ma non gli altri che non ci convincono” – ma così si concorre a far comunque “riuscire” il referendum, assecondando l’operazione Cgil-Pd & soci (e, del resto, chi va a votare non va, per lo più, a fare distinzioni su “questo sì questo no”, bensì vota per l’insieme).

-> “È stato a ogni modo un grande impegno e un grosso sforzo, e non va disatteso” – no, si è trattato soltanto della messa in moto delle “cordate di interessi e interessati”, e dell’imbroglio dei seguiti “ignorantati” e creduloni, per questa (ed è un’ennesima…) operazione truffaldina. Che serve soltanto alle iniziative della “sinistra” (di regime) per la sua azione contro la “destra” (di regime), nella disputa per chi deve andare a condurre la gestione subalterna del servile italico regime (che, va compreso, è corrotto, perché è al servizio “altrui”).

IL REFERENDUM DELL’8-9 GIUGNO VA BOICOTTATO – PROPAGANDONE IL PIÙ POSSIBILE IL PERCHÉ – E FATTO FALLIRE.

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