[così titolato l’incontro del 25 maggio ’25 in quel di Poggibonsi, con Manlio Dinucci e Berenice Galli – apprezzando, sia ben chiaro, l’analisi di Dinucci e l’apporto della Galli -, però lo si intende solo come occasione per un discorso generale]:

il riferimento è al titolo, che esprime un’ istanza diffusa, che è senz’altro bella e vera, buona e giusta… Certamente, ma…

Ma chi si disarma? La Russia? E non stiamo neanche a dire di Usa, Uk, Nato, un “concentrato” di aggressività imperiale, da sempre. E se la Russia si fosse disarmata o si disarmasse, l’Anglosfera & oligarchie finanziarie globaliste arriverebbero a essere padrone del mondo, imponendo il loro “Governo unico” con Great Reset – e, invece, la Russia è diventata la massima potenza militare mondiale, ha connesso a sé tanti paesi (Brics & vicini) che le contrastano, e le ha bloccate.

Dunque, come spingere le potenze al disarmo? Al di là di più che sacrosante istanze…

E, certo, “sì alla diplomazia”, ma la Russia è stata più volte (almeno due) ingannata dagli accordi diplomatici (disattesi, fatti da Usa, Uk, Nato, Ue per prendere tempo e accumulare armamenti) e forzata a combattere. E non stiamo nemmeno a dire della diplomazia attuabile per il massacro genocida dei palestinesi condotto da Israele…

No, non vogliamo il riarmo – che è pensabile si intenda quello dell’Ue. No, certo, siamo più che contrai. Ma come impedire questo piano, che è in corso, dell’infame gabbia – vessatoria, dispotica, devastante – denominata (orwellianamente) Unione europea? La quale vuole il riarmo contro non tanto la Russia (al di là delle grida starnazzanti), quanto contro e sopra i paesi e popoli in essa ingabbiati.

E come agire per rivolgere a “no riarmo, sí diplomazia” il servile regime corrotto instauratosi in Italia? (Che è un regime corrotto, perché al servizio “altrui”, non del paese e popolo su cui comanda – e tali sono tutte le formazioni politiche di regime.)

Va detto e ripetuto ancora sempre: la sola e unica via per dare un sostanzioso contributo a “no riarmo, sì diplomazia” è la Liberazione dell’Italia dalla subordinazione all’Anglosfera, quindi dalla permanenza nella Nato e nell’Ue, perciò dall’interno regime corrotto, che la domina, strozza, opprime. 

Tuttavia, nella “galassia” dell’opposizione e resistenza, del tutto franta nonché in consistente riflusso, neanche ci si pone il “nodo” – e si va su altre vie, dagli sdegni e lamenti, dalle denunce e proteste, alle lambiccate strade di aggiramenti (illusori), fino a “fare il tifo” per qualche personaggio e forza istituzionali (autoingannandosi) che arrivino a “salvare”: senza infine nessun sbocco, neanche di consapevolezza…

O non occorre (-rebbe…) invertire questa pur variegata ma sostanzialmente unica rotta verso l’inconsistenza?

MM

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