M’è venuto in mente il sintetico messaggio, secondo la tradizione, del messaggero Fidippide, che nel 490 a. C. corse da Maratona ad Atene-città (da qui i 42 km e qualcosa delle odierne “maratone”) per annunciare la vittoria che impediva a una schiacciante potenza ostile di dominare la città.

Non intendo certo condurre sforzate equivalenze storiche.Va però detto che con il referendum del 22-23 marzo del ’26 – affluenza di quasi il 59% (rilevante per un referendum) e prevalenza al 54% dei “no” alla pseudo-riforma pro-accentramento neo-autoritario – è stato bloccato il tentativo di strutturare come legalmente neo-totalitario il regime italico, che non è al servizio non del paese, ma di potenze “altrui”.

ABBIAMO VINTO: così la maggioranza della popolazione, non ingannata dalla “manovra” (volta contro molti artt. della residua Costituzione), nonché – va detto – contraria all’operato del governo (= giunta) del regime, specie sull’infamia che si addensa sul paese (dall’appoggio alla natonazisionista Ucraina e al genocida Israele, fino all’attacco imperialista di Usa-Israele contro l’Iran) e rischia di travolgerlo in una diretta guerra guerreggiata.

ABBIAMO VINTO: contro le massicce forze messe in campo dal governo (= giunta) e sue formazioni politiche, e sostenitori. E nonostante le ambiguità – esplicite e/o sottese – degli oppositori “istituzionali”, dal Pd al coacervo detto sinistra o centrosinistra.

ABBIAMO VINTO: lo possiamo ben esclamare anche noi, dati apporto e impegno profusi dalle pur piccole e modeste Ass. Cult. “Nea Polis” e “Lucidamente” – e in primo luogo con l’analisi della pseudo-riforma, delle premesse e delle implicazioni, condotta da Vincenzo Di Serio. Partecipiamo al successo, che pone il blocco di una certa durata al tentativo di legalizzato accentramento del regime, e che può aver diffuso una più chiara consapevolezza in componenti della popolazione.

ABBIAMO VINTO: nonostante e contro la pochezza che si è evidenziata nel magma di quello che fu il movimento di critica, opposizione, resistenza, con esponenti e suoi “pezzi” che ne hanno addirittura tradito la stessa “anima”, chiamando a votare “sì”. E nonostante e contro altri esponenti e partecipanti che hanno sostenuto le forze del “sì” attestandosi piccosamente sulla chiamata al non-voto (in un referendum confermativo!).

ABBIAMO VINTO: ma ne usciamo sapendo che parte del fu-movimento si è dimostrata quantomeno…be’, inaffidabile (per non dire dannosa). E per ricostruire quanto occorre, e proprio a partire dal presente successo, bisogna procedere – o almeno tentare di procedere, per quanto possibile – altrimenti…

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