Referendum sulla “giustizia”: “si” o “no”

Che la gestione della legge funzioni in maniera diciamo, “opinabile”, è un dato di fatto, e di estesa esperienza pratica.

I motivi vanno dal discutibile (come qualità) reclutamento dei magistrati al loro complessivo sottonumero e al sovraccumulo (conseguente) di incombenze, fino (e soprattutto) alla legislazione e in primoluogo a quella UE (come il Trattato di Shengen), che li lega e “performa”.

Ma la (cosiddetta) “riforma della giustizia” ne rompe solo la vera autonomia, li sottopone (subdolamente) alla giunta (detta governo) di turno del regime instaurantesi in Italia, che si situa nel “Piano” che le oligarchie globaliste-UK-UE stanno sempre portando avanti (almeno in Europa centro-occidentale)- mentre non “riforma”(=migliora) in niente e per niente la situazione del complesso di magistratura-gestione-giustizia.

Certo, ci ritroviamo in pessima compagnia nell’insieme del “no”, ossia con PD & Soci – a cui andrebbe bene anche l’esito positivo se fossero costoro alla giunta di gestione, ma ora devono opporsi nel “gioco delle parti” dell'”alternativa unica” nell’italico regime subalterno al servizio “altrui” – tuttavia nel caso occorrerà semplicemente “tapparsi il naso”.

VOTARE “NO” E’ FONDAMENTALE PER ARRESTARE L’ULTERIORE SCIVOLAMENTO NEOTOTALITARIO DEL REGIME ITALIACO.

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