Il referendum si è tenuto e l’esito si è avuto: circa il 30% degli “aventi diritto” al voto.
Gli oppositori: “grande ‘flop’ ” della Schlein, Salvini, Conte & compari. La “banda” – del “campo largo” della “sinistra” – invece: “tanti alle urne, la battaglia continua”.
In effetti, se un vero ‘flop’ c’è stato, è quello del referendum n. 5: il 62% del 30% dei votanti ha detto “no”. Interpretazioni varie: “non hanno capito”, “si tratta solo di regolarizzare…”, etc.: ma il fatto è soltanto che la gran maggioranza degli italiani, pur andando a votare i referendum, si è “rotta le…” di immigrazione e immigrati. Sarà contro la zazzumaglia di Renzi, Calenda, la Bonino, e anche Fratoianni, “sinistri” vari e “sindacati di base”, ma né Pd e Cgil sostengono qualcosa di diverso.
La questione è, però, se il referendum come non-riuscita è stato un pieno ‘flop’ per i promotori e organizzatori. Ce l’hanno messa tutta: dalle critiche a Israele – insieme agli inviti al voto – dei presidenti-giunte delle Regioni Puglia, Emilia Romagna, Toscana, alla – falsa! – grande manifestazione romana pro-Gaza (certo, con mistificazioni, evidenti demagogie, inconsistenze, ma concludendo: “andate a votare al referendum”), fino al “tam tam”-“votate, votate…per il lavoro!”, e mobilitazioni “assistite”. Ma pensavano davvero di avere il quorum? Anche se l’hanno ventilato – per invogliare a votare -, non facciamoli troppo illusi: si sapeva che non sarebbe stato conseguito.
L’obiettivo era, ed è, altro: mettere “in campo” la consistenza elettorale che può raggiungere il “campo largo” della “banda sinistra”, nella competizione (e nel rimbambimento degli italici) per la gestione dell’italico regime corrotto (poiché al servizio di “altrui”). E poter schierare – comunque, al di là dei singoli referendum – un 30% dell’elettorato (effettivo!) costituisce un comparto notevole.
Perciò io avevo puntato – detto e scritto – su non oltre il 25% dei votanti. E allora sarebbe stato davvero un ‘flop’ complessivo, gravido di conseguenze. Così non è stato – circa 14 milioni di voti, nelle grandi città i votanti sono andati oltre la “soglia” del 30%, e così in Toscana, Emilia Romagna, Veneto, e in alcuni Comuni intorno a Firenze è raggiunto il quorum (a Sesto lFiorentino, a Pontassieve) come in altri “loci” toscani (Monterotondo e un altro, che qui non ricordo).
E anche l’apporto di vari “opinionisti” e varie formazioni, pur della critica e dissenso, opposizione e resistenza (come Carc, Pci, FdD, nella stessa Dsp, e altri), ha funzionato.
E ora la “banda” del “campo largo” ha, e si ha, attestato di poter…”operare”.
Quindi: ‘flop’ sugli esiti come riuscita e soprattutto sul referendum n. 5, ma non sull’operatività – e sulle capacità truffaldine.
Non aver inteso subito, anche solo “a occhio”, la truffa ordita con posizioni-Regioni, falsa-manifestazione-pro-Gaza, referendum, attesta che una buona parte della popolazione non vede le truffe, se in corso non se ne avverte, comunque se ne scorda (lo stesso vale per l’elettorato della “destra”, che ora è alla gestione del regime, solo che ha sostenuto, nella competizione, il non-voto). E accoglie le truffe, le assorbe, le interiorizza, vi si adegua (si pensi solo alla truffa criminale di pandemia-Green Pass-venifici-vax, o a quella del riscaldamento globale-transizione Green, oppure all’esigenza del “progresso” dei 5 G, e così via).
Per buona parte della popolazione si può dire: “cornuti e mazziati” (in partenopeo) o “becchi e bastonati” (in fiorentino), e comunque collaborazionisti, e complici, poiché stupidificati (certo, la stupidità è stata costruita, indotta, interiorizzata – ma questo è il risultato).
Dunque, ne consegue che è sempre più urgente raccogliere quei pochi – sapendo che sono/siamo pochi – che son riusciti a mantenersi “saldi”, lucidi, capaci di capire, e dire… E proprio in questo contesto e per operarvi con la chiarezza e fermezza indispensabili (e lasciando cadere “l’unità a tutti i costi”, e senza conciliazioni, concessioni, “tener conto…dell’idiozia, e adeguarvisi).
MM
