Finora ci siamo infilati in un “cul de sac” e chi ancora “si muove” o vorrebbe è in un “tourniquet” (circolo vizioso, o spirale avvolgente).
Che si intende?
Constatazione: la reattività al “colpo” del “piano” dell’Anglosfera davosiana (ripetiamolo: “piano” delle oligarchie finanziarie globaliste & potenze Usa e Uk & subordinati e satelliti, collocati nella Nato e ingabbiati nell’Ue), scattato 5 anni fa con la truffa pandemica, è proceduta nella “spontaneità” di parte della popolazione (la spontaneità non è solo tale, ma determinata da situazione politica, sociale, economica, culturale, a sua volta determinata dall’azione dei dominanti). E tale reattività è andata, intrecciandosi in date occasioni, su due linee: chi reagiva/reagisce centrandosi su un “punto” del “piano” (oltre a quello “più di massa” – clausure, venefici-vax, certificato verde -, anche altri, come abbattimento-alberi, 5G e oltre, truffa climatica-transizione verde, città-15 minuti, “innesto” del gender e Lgbt, digitalizzazione forzosa e omnitotalizzante, Nato e guerra in Ucraina, massacro palestinese da parte di Israele, e così via), e chi puntava/punta a fare un nuovo partito.
Si converrà che sia le reattività “sparse” sono di scarsa efficacia (terminato l’obbligo-venefico-vax), sia i partiti sorti (o riciclati) nel periodo (6 o 7) non vanno da molte parti (con velleità di presentazioni elettorali, ed esiti da “prefissi telefonici”) – ma lo è anche credere di gestire-raccogliere il non–voto.
In sostanza, non si è determinato quell’ “humus” necessario a porre le basi per una comune azione incisiva e fattiva – né le “azioni monotematiche, né i partiti (da intendere come efficaci e operativi, al di là delle dichiarazioni). Infatti, tutti i “punti” del “piano” non sono stati nemmeno generalmente colti e visti nel loro complesso (come, appunto, “piano”); non si è ben capito che il “piano” (di dominio mondiale: Great Reset e Governo unico) è bloccato e caduto sul campo di battaglia ucraino; non si è capito che, mentre le grandi potenze si riposizionano secondo aree e direttrici di potenza, l’Anglosfera davosiana continua la sua azione in modo più ristretto, ossia, con in testa l’Uk, nei paesi stretti nella gabbia-Ue, donde anche il criminale riarmo; non si è per niente capito che l’Italia non solo è subordinata (all’Anglosfera), ma è dominata da un regime corrotto (ossia, nel suo insieme di istituzioni e apparati, attua imperativi “altrui”, e li impone), e corrotte sono tutte le formazioni politiche di regime, e lo è chi vi voglia partecipare.
E, di conseguenza, siamo dentro un complessivo riflusso di quello che è stato un, pur molto franto, però effettivo, movimento.
Qual è il “tourniquet”? Che di fronte a ogni proposta di vedere di risollevarsi (siamo ancor più sul piano inclinato del “peggio”), ci si pone la domanda: “ma la ‘gente’ ci dà retta?”. La risposta, immediata: “no, non capisce, non reagisce, è inerte” (è vero che l’ampia non-comprensione, ma non solo della ‘gente’: per es., non pochi “partitistici” e/o – giustamente – pro-Russia non hanno capito la truffa pandemica e sono perfino mono-, o bi-, o tri-, venefico-vaxati…).
Su tale domanda si resta…impantanati, facendosi così dipendere da “chi non capisce, è inerte, non sta a sentire”. E si fa come loro – magari illudendosi sul “andiamo piano, piano; via, via””; sì, sì, a…”tempi biblici”…
Si pone come realismo, ma è accettazione del riflusso e dell’inconcludenza, secondo un’ovvietà: perché se “la gente” non fosse così, la situazione non sarebbe questa – o no?
La domanda da porsi è un’altra: come agire – tenendo conto della situazione (e senza la stasi della franta “galassia”, e senza fughe in avanti immediato-partitiche) – per raccogliere forze (occorrono “proporzioni definite” per operare) e far capire, e unificare la visione, e definire un progetto?
Chi scrive ha tentato di avanzare una proposta, che appare la sola agibile: raccogliere “pezzi” e persone in un “centro” – che si organizzi e strutturi, e che esamini e decida come agire.
E ancora lo si ripropone.
